Svolta radicale nella gestione amministrativa di Laviano. Il Commissario Straordinario, Roberto Amantea, ha dichiarato la nullità assoluta di tutti gli atti e i contratti stipulati tra il 2021 e il 2022 relativi al cosiddetto "Villaggio Antistress" e ai progetti della comunità energetica. Il provvedimento, basato su un parere legale pro-veritate, cancella con effetto retroattivo anni di decisioni assunte dalla precedente amministrazione.
Emergono inoltre pesanti criticità istituzionali: la Giunta dell'epoca avrebbe scavalcato le competenze del Consiglio Comunale, approvando una concessione della durata di 19 anni senza la necessaria autorizzazione dell'assise e senza i prescritti pareri di regolarità contabile.
L'aspetto più allarmante riguarda però l'urbanistica e la sicurezza pubblica. Secondo quanto emerso, le opere edilizie del villaggio insistono su un'area classificata come "ambito strategico di protezione civile". Si tratta di una zona che, per legge, deve restare libera per permettere l'ammassamento e il ricovero della popolazione in caso di calamità o emergenza. La trasformazione edilizia attuata è stata quindi giudicata totalmente incompatibile e illecita.
La dichiarazione di nullità ex tunc (valida sin dall'origine) obbliga ora i responsabili degli uffici comunali a rimuovere ogni effetto giuridico dei contratti sottoscritti con le società coinvolte. L'intervento del Commissario punta a un immediato ripristino della legalità amministrativa, mettendo fine a una gestione del patrimonio pubblico ritenuta fuori dalle regole e potenzialmente pericolosa per la gestione delle emergenze sul territorio.
Laviano, il Commissario Amantea azzera il "Villaggio Antistress"
La decisione del Commissario mette in luce una serie di gravi violazioni procedurali e legislative. Il punto cardine riguarda l'assenza di gare pubbliche: la gestione e i lavori sarebbero stati affidati a soggetti privati in totale spregio del Codice degli Appalti, violando i principi fondamentali di concorrenza e trasparenza.Emergono inoltre pesanti criticità istituzionali: la Giunta dell'epoca avrebbe scavalcato le competenze del Consiglio Comunale, approvando una concessione della durata di 19 anni senza la necessaria autorizzazione dell'assise e senza i prescritti pareri di regolarità contabile.
L'aspetto più allarmante riguarda però l'urbanistica e la sicurezza pubblica. Secondo quanto emerso, le opere edilizie del villaggio insistono su un'area classificata come "ambito strategico di protezione civile". Si tratta di una zona che, per legge, deve restare libera per permettere l'ammassamento e il ricovero della popolazione in caso di calamità o emergenza. La trasformazione edilizia attuata è stata quindi giudicata totalmente incompatibile e illecita.
La dichiarazione di nullità ex tunc (valida sin dall'origine) obbliga ora i responsabili degli uffici comunali a rimuovere ogni effetto giuridico dei contratti sottoscritti con le società coinvolte. L'intervento del Commissario punta a un immediato ripristino della legalità amministrativa, mettendo fine a una gestione del patrimonio pubblico ritenuta fuori dalle regole e potenzialmente pericolosa per la gestione delle emergenze sul territorio.

