La stagione dell'influenza 2025-2026 sembra placarsi anche se si prevede un significativo numero di casi ancora per alcune settimane soprattutto tra i bambini: l'andamento è simile agli anni precedenti, picco anticipato con la variante K.
"Va comunque considerato," spiega Palamara, "che la modifica della definizione di caso, con l’inclusione di più infezioni nel conteggio, rende difficili i confronti sull’incidenza settimanale rispetto al passato." Dal punto di vista virologico, l'emergere del sottogruppo K del ceppo H3N2, noto come "variante K", ha probabilmente contribuito ad anticipare il picco influenzale, come osservato in altri paesi europei. Tuttavia, non sono stati rilevati segnali di un aumento della gravità dei sintomi. A conferma di ciò, i dati ospedalieri non mostrano un incremento significativo di ricoveri attribuibili alla variante.
Anche quest'anno risulta evidente l'importanza della vaccinazione. La maggior parte dei casi gravi e complicati ha riguardato persone non vaccinate, come confermato dai primi studi pubblicati recentemente. L’efficacia complessiva del vaccino antinfluenzale è stata superiore alle aspettative, secondo l’ISS e le conclusioni tratte da nove studi preliminari condotti dal consorzio European Ive Group, del quale lo stesso Istituto Superiore di Sanità fa parte. I dati, pubblicati su *Eurosurveillance*, evidenziano che, in una stagione dominata dall’influenza A(H3N2), il vaccino ha mostrato un’efficacia da bassa a moderata, riuscendo comunque a prevenire da un terzo alla metà degli effetti della malattia tra i vaccinati. L'efficacia è risultata più elevata nei bambini rispetto agli adulti.
Gli studi analizzati, condotti in 16 Paesi europei inclusa l'Italia, hanno fornito indicazioni utili per la formulazione del vaccino della prossima stagione. In diversi Paesi, la stagione influenzale è iniziata precocemente e il ceppo A è stato quello prevalente, con la variante K che si è rivelata predominante. Nonostante inizialmente si temesse che questa variante potesse aggirare la protezione immunitaria per la sua diversità rispetto al virus incluso nel vaccino, i dati raccolti hanno dimostrato un’efficacia comparabile a quella delle stagioni precedenti.
Influenza, bilancio della stagione 2025-2026: andamento simile agli anni precedenti
La stagione influenzale 2025-2026 si avvia a essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se si prevede un numero significativo di casi ancora per alcune settimane, soprattutto tra i bambini. Questo è quanto riferito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) tramite Anna Teresa Palamara, responsabile del Dipartimento di Malattie Infettive, in occasione dell’aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet sulle infezioni respiratorie acute."Va comunque considerato," spiega Palamara, "che la modifica della definizione di caso, con l’inclusione di più infezioni nel conteggio, rende difficili i confronti sull’incidenza settimanale rispetto al passato." Dal punto di vista virologico, l'emergere del sottogruppo K del ceppo H3N2, noto come "variante K", ha probabilmente contribuito ad anticipare il picco influenzale, come osservato in altri paesi europei. Tuttavia, non sono stati rilevati segnali di un aumento della gravità dei sintomi. A conferma di ciò, i dati ospedalieri non mostrano un incremento significativo di ricoveri attribuibili alla variante.
Anche quest'anno risulta evidente l'importanza della vaccinazione. La maggior parte dei casi gravi e complicati ha riguardato persone non vaccinate, come confermato dai primi studi pubblicati recentemente. L’efficacia complessiva del vaccino antinfluenzale è stata superiore alle aspettative, secondo l’ISS e le conclusioni tratte da nove studi preliminari condotti dal consorzio European Ive Group, del quale lo stesso Istituto Superiore di Sanità fa parte. I dati, pubblicati su *Eurosurveillance*, evidenziano che, in una stagione dominata dall’influenza A(H3N2), il vaccino ha mostrato un’efficacia da bassa a moderata, riuscendo comunque a prevenire da un terzo alla metà degli effetti della malattia tra i vaccinati. L'efficacia è risultata più elevata nei bambini rispetto agli adulti.
Gli studi analizzati, condotti in 16 Paesi europei inclusa l'Italia, hanno fornito indicazioni utili per la formulazione del vaccino della prossima stagione. In diversi Paesi, la stagione influenzale è iniziata precocemente e il ceppo A è stato quello prevalente, con la variante K che si è rivelata predominante. Nonostante inizialmente si temesse che questa variante potesse aggirare la protezione immunitaria per la sua diversità rispetto al virus incluso nel vaccino, i dati raccolti hanno dimostrato un’efficacia comparabile a quella delle stagioni precedenti.

