A maggio l'indice dei prezzi al consumo (NIC) ha registrato un'accelerazione significativa passando dal 2,7% di aprile al 3,2%. Questo incremento è trainato principalmente dall'aumento dei costi energetici, dai carburanti e dagli altri servizi.
Accanto ai costi dell'energia e dei trasporti, anche i beni e i servizi in generale hanno subito rialzi. I primi sono cresciuti dal 3,1% al 3,4%, mentre i servizi sono passati dal 2,4% al 2,8%, testimoniando una diffusione più ampia della pressione sui prezzi.
Tra i beni con gli aumenti più marcati spiccano alcune categorie: dispositivi per la registrazione digitale (+60,7%), gasolio da riscaldamento (+36,8%), gioielli (+29,5%), gasolio per autotrazione (+25,4%) e numerosi alimenti come legumi (+22,8%), carciofi (+19,9%) e pomodori (+18,4%). Riguardo alle disparità regionali, Calabria registra un tasso inflattivo del 3,9%, seguita da Lazio e Veneto. Tra le città maggiormente colpite, figura Reggio Calabria al +4,4%, mentre Aosta si colloca in fondo con un più contenuto +2,3%.
Per il momento, l’incremento di maggio rappresenta un importante campanello d’allarme per l’economia italiana. L'inflazione, infatti, torna ad occupare il centro della scena economica nazionale, creando nuove incertezze per famiglie e imprese e rischiando di rallentare i consumi e la crescita complessiva.
L'inflazione torna a salire: i prezzi al consumo crescono del 3,2% a maggio, spinti da energia e trasporti
A maggio l'indice dei prezzi al consumo (NIC) ha registrato un'accelerazione significativa passando dal 2,7% di aprile al 3,2%. Questo incremento è trainato principalmente dall'aumento dei costi energetici, dai carburanti e dagli altri servizi, pesando in modo tangibile sui bilanci familiari. Secondo un'analisi del Codacons, l'impatto sulle famiglie italiane si aggira su una spesa annua aggiuntiva superiore ai mille euro. A livello territoriale, Calabria e Lazio si pongono in testa alla classifica delle regioni più colpite dai rincari.I nuovi numeri confermano il ritorno delle pressioni inflazionistiche
I dati diffusi dall’Istat segnalano un cambio di tendenza dopo un periodo di relativa stabilità. Il forte aumento dei prezzi è dovuto soprattutto all'incremento degli energetici non regolamentati, che hanno toccato un +12,5% su base annua rispetto al 9,6% del mese precedente. Anche i costi degli energetici regolamentati sono saliti, passando dal 5,3% al 5,6%. Allo stesso modo, i trasporti hanno visto un'accelerazione dei prezzi dall'1,7% ad aprile al 3% a maggio, seguiti dal settore ricreativo, culturale e legato alla cura della persona.Accanto ai costi dell'energia e dei trasporti, anche i beni e i servizi in generale hanno subito rialzi. I primi sono cresciuti dal 3,1% al 3,4%, mentre i servizi sono passati dal 2,4% al 2,8%, testimoniando una diffusione più ampia della pressione sui prezzi.
I rincari più rilevanti per le famiglie italiane
Secondo il Codacons una famiglia media pagherà circa 1.058 euro in più nel corso del 2025 per far fronte al caro-vita, cifra che può salire fino a 1.461 euro per i nuclei con due figli. Questo impatto grava particolarmente sui redditi medio-bassi, già penalizzati dalla crescita dei prezzi dell'energia e dal calo del loro potere d'acquisto.Tra i beni con gli aumenti più marcati spiccano alcune categorie: dispositivi per la registrazione digitale (+60,7%), gasolio da riscaldamento (+36,8%), gioielli (+29,5%), gasolio per autotrazione (+25,4%) e numerosi alimenti come legumi (+22,8%), carciofi (+19,9%) e pomodori (+18,4%). Riguardo alle disparità regionali, Calabria registra un tasso inflattivo del 3,9%, seguita da Lazio e Veneto. Tra le città maggiormente colpite, figura Reggio Calabria al +4,4%, mentre Aosta si colloca in fondo con un più contenuto +2,3%.
Cosa aspettarsi nel breve periodo
Il ritorno dell’inflazione potrebbe non essere una fase temporanea. Anche qualora le tensioni geopolitiche si attenuassero e il prezzo del petrolio diminuisse, gli effetti potrebbero persistere nel tempo. Ciò avviene perché i cali dei prezzi dell'energia impiegano solitamente tempo per riflettersi sui carburanti e raramente gli aumenti precedentemente applicati su beni e servizi vengono poi del tutto ritirati.Per il momento, l’incremento di maggio rappresenta un importante campanello d’allarme per l’economia italiana. L'inflazione, infatti, torna ad occupare il centro della scena economica nazionale, creando nuove incertezze per famiglie e imprese e rischiando di rallentare i consumi e la crescita complessiva.

