Il Parlamento Europeo ha deciso di revocare l'immunità a Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo e figura influente del partito in Campania per il caso Huaweigate.
La plenaria del Parlamento si è pronunciata con 344 voti favorevoli alla revoca dell'immunità, 234 contrari e 25 astensioni. Il voto segue quello espresso a inizio giugno dalla commissione Affari giuridici (Juri), che aveva già dato parere positivo alla revoca. Questa decisione autorizza formalmente la magistratura belga a proseguire con eventuali indagini e procedimenti penali a carico dell'europarlamentare napoletano, eliminando così le tutele legali derivanti dal mandato parlamentare.
La vicenda, risalente all’arresto della collaboratrice di Martusciello, Lucia Simeone, avvenuto nel marzo 2025 per la stessa indagine, non si limita solo al politico campano. Un altro europarlamentare di Forza Italia, Salvatore De Meo, è stato citato nell'inchiesta, ma la plenaria ha scelto di mantenere il suo status protetto, seguendo l'indicazione della commissione Juri. Entrambi i politici hanno ribadito la loro estraneità ai fatti e non risultano attualmente indagati in via formale.
Martusciello, da parte sua, non sembra avere intenzione di abbandonare il ruolo di capodelegazione all'Eurocamera, almeno fino a ulteriori sviluppi. Qualora la situazione dovesse peggiorare, tra i possibili successori figurano Marco Falcone, esponente siciliano vicino a Renato Schifani, e Letizia Moratti, già ministra dell’Istruzione nei governi Berlusconi.
In una nota ufficiale, Antonio Tajani, leader di Forza Italia nonché ministro degli Esteri e vicepremier del governo Meloni, ha difeso Martusciello dichiarando: "Non ho dubbi sulla sua correttezza e sulla sua totale estraneità ai fatti contestati". Tajani ha inoltre ringraziato i membri del Partito Popolare Europeo (PPE) e altri europarlamentari che hanno sostenuto la posizione del gruppo politico.
Inchiesta "Huaweigate", il Parlamento Europeo revoca l'immunità a Fulvio Martusciello (Forza Italia)
Il Parlamento Europeo ha deciso di revocare l'immunità a Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo e figura influente del partito in Campania, coinvolto nell'inchiesta nota come "Huaweigate", avviata dalla procura federale belga per presunti episodi di lobbying illecito a favore del gigante tecnologico cinese Huawei. Secondo le accuse, queste attività avrebbero comportato scambi di favori e facilitazioni illecite.La plenaria del Parlamento si è pronunciata con 344 voti favorevoli alla revoca dell'immunità, 234 contrari e 25 astensioni. Il voto segue quello espresso a inizio giugno dalla commissione Affari giuridici (Juri), che aveva già dato parere positivo alla revoca. Questa decisione autorizza formalmente la magistratura belga a proseguire con eventuali indagini e procedimenti penali a carico dell'europarlamentare napoletano, eliminando così le tutele legali derivanti dal mandato parlamentare.
La vicenda, risalente all’arresto della collaboratrice di Martusciello, Lucia Simeone, avvenuto nel marzo 2025 per la stessa indagine, non si limita solo al politico campano. Un altro europarlamentare di Forza Italia, Salvatore De Meo, è stato citato nell'inchiesta, ma la plenaria ha scelto di mantenere il suo status protetto, seguendo l'indicazione della commissione Juri. Entrambi i politici hanno ribadito la loro estraneità ai fatti e non risultano attualmente indagati in via formale.
Martusciello, da parte sua, non sembra avere intenzione di abbandonare il ruolo di capodelegazione all'Eurocamera, almeno fino a ulteriori sviluppi. Qualora la situazione dovesse peggiorare, tra i possibili successori figurano Marco Falcone, esponente siciliano vicino a Renato Schifani, e Letizia Moratti, già ministra dell’Istruzione nei governi Berlusconi.
In una nota ufficiale, Antonio Tajani, leader di Forza Italia nonché ministro degli Esteri e vicepremier del governo Meloni, ha difeso Martusciello dichiarando: "Non ho dubbi sulla sua correttezza e sulla sua totale estraneità ai fatti contestati". Tajani ha inoltre ringraziato i membri del Partito Popolare Europeo (PPE) e altri europarlamentari che hanno sostenuto la posizione del gruppo politico.

