In Siria Abu Bilal aveva occultato dietro una parete costruita appositamente la biblioteca di famiglia, mettendo al sicuro libri, documenti, rosari e denaro dal conflitto e dal regime di Assad. Quindici anni più tardi ha demolito il muro con un martello, scoprendo che tutto era rimasto perfettamente conservato.
La guerra civile era iniziata da pochi mesi. Il 15 marzo, infatti, migliaia di persone, in prevalenza giovani, erano scese in strada a Damasco e Aleppo per protestare contro il governo di Assad e chiedere riforme. La risposta repressiva delle autorità contribuì all'escalation del conflitto armato contro l'Esercito siriano libero (ESL). Una guerra destinata a protrarsi fino al dicembre 2024, quando il governo di Assad è caduto in seguito all'offensiva dei ribelli, aprendo per la Siria una lunga fase di transizione.
Già nel 2011, però, il quadro era diventato drammatico a causa della dura repressione esercitata dalle forze governative. Quando sulla città iniziarono a cadere le bombe, Bilal si affrettò quindi a mettere in salvo quello che considerava il suo "tesoro". Mentre rompe la parete con il martello e comincia a intravedere i dorsi dei libri, ancora protetti dagli involucri di cartone, l'uomo racconta che, grazie a Dio, tutto sembra essere rimasto al proprio posto, salvo un po' di polvere provocata dalla demolizione. Nella biblioteca, oltre ai volumi e alla documentazione, erano custoditi anche alcuni risparmi, attestati relativi alla recitazione del Corano e diversi rosari.
Il figlio di Abu Bilal, anch'egli chiamato Bilal e trasferitosi in Kuwait per allontanarsi dal conflitto, ha spiegato che il materiale recuperato rappresenta una parte della collezione libraria privata del padre. L'uomo aveva scelto di non lasciare la propria abitazione prima di aver completato la costruzione della parete, così da isolare i libri e preservarli dai possibili danni. Durante i quindici anni trascorsi lontano dalla Siria, la sorte della biblioteca era rimasta una delle principali preoccupazioni della famiglia. Una volta tornato, Bilal ha iniziato gradualmente a recuperare i volumi, sottolineando con gratitudine di essere riusciti a fare ritorno nella propria terra e di aver trovato uno spazio anche per ogni singolo libro, sfruttando ogni centimetro disponibile perché non potevano permettersi di perderne nemmeno uno.
Homs, terzo centro urbano più popoloso della Siria, rappresentava inoltre un'importante arteria strategica del Paese, collegando attraverso l'autostrada M5 Damasco, a sud, con Aleppo, a nord. La città rivestiva un ruolo rilevante anche per la sua prossimità alle aree energetiche e al porto di Latakia. Nel pieno dei bombardamenti, Abu Bilal decise comunque di realizzare il muro nascosto, pur sapendo che l'edificio avrebbe potuto essere distrutto, che le pareti potevano cedere e che qualcuno avrebbe potuto scoprire il nascondiglio. I libri furono quindi sistemati mentre all'esterno cadevano le bombe a barile, con la convinzione che un giorno sarebbero stati recuperati e portati via nonostante il regime di Assad. E così, quindici anni più tardi, grazie a un semplice martello, Abu Bilal è riuscito finalmente a riportare alla luce il suo patrimonio librario.
Nasconde libri, documenti e denaro dietro una parete durante la guerra in Siria: dopo 15 anni abbatte il muro e li ritrova intatti
Abu Bilal aveva deciso di nascondere la biblioteca del figlio dietro un muro artificiale per difenderla dagli effetti della guerra. Quando è rientrato nella sua abitazione il 24 agosto 2026, dopo quindici anni lontano da casa, ha abbattuto a colpi di martello la parete realizzata a Homs nell'ottobre 2011 per mettere al riparo certificati religiosi e documenti personali del figlio. Al suo interno ha trovato centinaia di libri, tra cui numerosi testi di carattere scientifico e religioso, ancora in condizioni eccellenti. La parete era stata eretta nell'ottobre 2011, durante le fasi iniziali del conflitto siriano. Prima di abbandonare la città, Abu Bilal aveva collocato i volumi nello spazio più ridotto possibile, mantenendoli distanti dal muro e proteggendoli con fogli di cartone.La guerra civile era iniziata da pochi mesi. Il 15 marzo, infatti, migliaia di persone, in prevalenza giovani, erano scese in strada a Damasco e Aleppo per protestare contro il governo di Assad e chiedere riforme. La risposta repressiva delle autorità contribuì all'escalation del conflitto armato contro l'Esercito siriano libero (ESL). Una guerra destinata a protrarsi fino al dicembre 2024, quando il governo di Assad è caduto in seguito all'offensiva dei ribelli, aprendo per la Siria una lunga fase di transizione.
Già nel 2011, però, il quadro era diventato drammatico a causa della dura repressione esercitata dalle forze governative. Quando sulla città iniziarono a cadere le bombe, Bilal si affrettò quindi a mettere in salvo quello che considerava il suo "tesoro". Mentre rompe la parete con il martello e comincia a intravedere i dorsi dei libri, ancora protetti dagli involucri di cartone, l'uomo racconta che, grazie a Dio, tutto sembra essere rimasto al proprio posto, salvo un po' di polvere provocata dalla demolizione. Nella biblioteca, oltre ai volumi e alla documentazione, erano custoditi anche alcuni risparmi, attestati relativi alla recitazione del Corano e diversi rosari.
Il figlio di Abu Bilal, anch'egli chiamato Bilal e trasferitosi in Kuwait per allontanarsi dal conflitto, ha spiegato che il materiale recuperato rappresenta una parte della collezione libraria privata del padre. L'uomo aveva scelto di non lasciare la propria abitazione prima di aver completato la costruzione della parete, così da isolare i libri e preservarli dai possibili danni. Durante i quindici anni trascorsi lontano dalla Siria, la sorte della biblioteca era rimasta una delle principali preoccupazioni della famiglia. Una volta tornato, Bilal ha iniziato gradualmente a recuperare i volumi, sottolineando con gratitudine di essere riusciti a fare ritorno nella propria terra e di aver trovato uno spazio anche per ogni singolo libro, sfruttando ogni centimetro disponibile perché non potevano permettersi di perderne nemmeno uno.
Homs, terzo centro urbano più popoloso della Siria, rappresentava inoltre un'importante arteria strategica del Paese, collegando attraverso l'autostrada M5 Damasco, a sud, con Aleppo, a nord. La città rivestiva un ruolo rilevante anche per la sua prossimità alle aree energetiche e al porto di Latakia. Nel pieno dei bombardamenti, Abu Bilal decise comunque di realizzare il muro nascosto, pur sapendo che l'edificio avrebbe potuto essere distrutto, che le pareti potevano cedere e che qualcuno avrebbe potuto scoprire il nascondiglio. I libri furono quindi sistemati mentre all'esterno cadevano le bombe a barile, con la convinzione che un giorno sarebbero stati recuperati e portati via nonostante il regime di Assad. E così, quindici anni più tardi, grazie a un semplice martello, Abu Bilal è riuscito finalmente a riportare alla luce il suo patrimonio librario.

