La Corte d’Appello di Napoli ha messo la parola fine al procedimento legato al licenziamento di Giusy Giugliano, diventata nota alle cronache come la "bidella pendolare". La donna aveva raccontato di affrontare quotidianamente il viaggio in treno tra Napoli e Milano per raggiungere il liceo dove lavorava nel capoluogo lombardo, una vicenda che nel tempo era stata in parte smentita dagli accertamenti successivi.
Giusy Giugliano, la Corte d’Appello conferma il licenziamento della "bidella pendolare"
Come riportato da Fanpage con la decisione arrivata oggi, i giudici hanno respinto il ricorso presentato dalla lavoratrice, confermando la sentenza di primo grado che aveva già ritenuto legittimo il licenziamento.
Dopo il trasferimento in provincia di Napoli, Giugliano era stata licenziata dal suo incarico come personale Ata. Nel frattempo la vicenda aveva assunto ulteriori sviluppi giudiziari. La donna era stata infatti arrestata con l’accusa di stalking nei confronti della dirigente scolastica Eugenia Carfora, preside dell’istituto "Francesco Morano" di Caivano, dove la giovane lavorava. Carfora è una figura molto nota anche a livello nazionale: la sua storia ha ispirato la fiction televisiva "La Preside", interpretata dall’attrice Luisa Ranieri e trasmessa dalla Rai.
Il ricorso respinto
Contro il licenziamento, Giusy Giugliano aveva presentato ricorso in appello. Tuttavia la Corte d’Appello di Napoli ha deciso di rigettare l’impugnazione, confermando la decisione presa nel primo grado di giudizio. La sentenza chiude così definitivamente il contenzioso legato al licenziamento della cosiddetta "bidella pendolare".

