Solo il 22% degli studenti termina i programmi di storia contemporanea prima dell'Esame di Maturità 2026, mentre il 18% non conosce la data della prima prova.
Il problema non riguarda solo la storia: anche nella letteratura italiana solo il 23% completa gli studi previsti, con più della metà che si ferma al periodo tra Ottocento e Novecento. Intanto, la preparazione nelle materie di indirizzo viene a malapena preservata, con il 52% delle classi che riesce a portare a termine il programma.
Oltre alle lacune nella preparazione accademica, emergono ritardi nelle discussioni sui temi di attualità, fondamentali per affrontare la tipologia C. Solo il 29% degli studenti ha avuto la possibilità di approfondire argomenti contemporanei con i propri insegnanti, lasciando molti maturandi non pronti ad affrontare questa parte dell’esame.
Non mancano, poi, preoccupazioni riguardanti l’organizzazione pratica della Maturità. Quest’anno la prima prova si terrà giovedì 18 giugno, una novità che risulta poco chiara per il 18% degli studenti. Alcuni sono convinti che l’esame inizi mercoledì o venerdì, mentre altri non riescono ad indicare una data esatta. Confusione che si estende anche agli orari e ai requisiti di ingresso: un significativo numero di studenti rischia di presentarsi in ritardo o senza documenti, mettendo in discussione la loro ammissione.
Gli aspetti normativi introdotti per quest’anno sono ancora poco conosciuti: il sistema ridotto delle quattro materie per il colloquio orale è ignorato dal 17% dei maturandi. Questo riflette una necessità di maggiore comunicazione e chiarezza da parte delle istituzioni scolastiche, affinché gli studenti possano prepararsi con consapevolezza per affrontare uno dei momenti più importanti del loro percorso educativo.
Esame di Maturità 2026: il 22% degli studenti completa i programmi di storia contemporanea
Solo il 22% degli studenti termina i programmi di storia contemporanea prima della Maturità, mentre il 18% non conosce la data della prima prova. Questi dati evidenziano un quadro critico per i maturandi. La difficoltà nella gestione del vasto programma scolastico costringe molti a fermarsi alla Seconda Guerra Mondiale, con una significativa percentuale di studenti che non riesce ad accedere a uno studio approfondito del Novecento.Il problema non riguarda solo la storia: anche nella letteratura italiana solo il 23% completa gli studi previsti, con più della metà che si ferma al periodo tra Ottocento e Novecento. Intanto, la preparazione nelle materie di indirizzo viene a malapena preservata, con il 52% delle classi che riesce a portare a termine il programma.
Oltre alle lacune nella preparazione accademica, emergono ritardi nelle discussioni sui temi di attualità, fondamentali per affrontare la tipologia C. Solo il 29% degli studenti ha avuto la possibilità di approfondire argomenti contemporanei con i propri insegnanti, lasciando molti maturandi non pronti ad affrontare questa parte dell’esame.
Non mancano, poi, preoccupazioni riguardanti l’organizzazione pratica della Maturità. Quest’anno la prima prova si terrà giovedì 18 giugno, una novità che risulta poco chiara per il 18% degli studenti. Alcuni sono convinti che l’esame inizi mercoledì o venerdì, mentre altri non riescono ad indicare una data esatta. Confusione che si estende anche agli orari e ai requisiti di ingresso: un significativo numero di studenti rischia di presentarsi in ritardo o senza documenti, mettendo in discussione la loro ammissione.
Gli aspetti normativi introdotti per quest’anno sono ancora poco conosciuti: il sistema ridotto delle quattro materie per il colloquio orale è ignorato dal 17% dei maturandi. Questo riflette una necessità di maggiore comunicazione e chiarezza da parte delle istituzioni scolastiche, affinché gli studenti possano prepararsi con consapevolezza per affrontare uno dei momenti più importanti del loro percorso educativo.

