La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per otto medici in servizio all’ospedale “Villa Malta” di Sarno in merito alla morte di Michele Annunziata, il ragazzo di 14 anni deceduto nel febbraio 2024 dopo il peggioramento di una grave infezione. L’udienza preliminare è fissata per luglio. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Per tre volte in ospedale, morì per una grave infezione: chiesto il processo per otto medici di Sarno
L’indagine è partita dopo la denuncia presentata dai familiari del giovane. Le forze dell’ordine acquisirono la documentazione sanitaria e avviarono gli accertamenti sul percorso clinico seguito dal ragazzo.
Michele era stato più volte all’ospedale di Sarno nell’arco di poche settimane. Successivamente fu trasferito all’ospedale di Nocera Inferiore, dove morì il 26 febbraio 2024. Nei confronti dei sanitari del presidio nocerino non sarebbero emerse negligenze o responsabilità.
Il primo ricovero a Sarno
Uno dei punti centrali della ricostruzione riguarda il ricovero al “Villa Malta” dal 3 al 9 febbraio 2024. In quel periodo il 14enne rimase per sei giorni nel reparto di Medicina generale. Secondo l’impostazione accusatoria, i sei medici in servizio nel reparto non avrebbero formulato in modo tempestivo una diagnosi corretta e non avrebbero avviato una terapia infettivologica ritenuta adeguata rispetto alle condizioni del paziente.
Al ragazzo venne somministrata una terapia antibiotica, poi una seconda cura proseguita per circa una settimana fino alle dimissioni. Per la Procura, sulla base della consulenza medico-legale, il trattamento sarebbe stato insufficiente rispetto a una sepsi severa già in atto e non conforme alla durata media prevista dalle linee guida nazionali e internazionali per patologie di questo tipo.
I mancati accertamenti
La consulenza medico-legale evidenzia anche altri aspetti finiti al centro dell’inchiesta. Prima della somministrazione dei farmaci, secondo la Procura, non sarebbero state eseguite indagini microbiologiche utili a individuare il germe responsabile dell’infezione.
Gli inquirenti contestano inoltre la mancata valorizzazione di alcuni rilievi ecografici, che avrebbero potuto orientare verso esami più approfonditi e una terapia più mirata. Nel quadro accusatorio rientra anche l’assenza di ulteriori approfondimenti diagnostici di tipo neurologico, come consulenza specialistica, elettrocardiogramma, esame del fondo oculare, Tac cerebrale o risonanza magnetica dell’encefalo.
Un ulteriore elemento riguarda la mancata annotazione in cartella clinica della comparsa di convulsioni. Per la Procura, si tratterebbe di un dato significativo, compatibile con la progressione dell’infezione verso il cervello.
I successivi accessi in ospedale
Dopo la prima dimissione, Michele tornò al “Villa Malta” di Sarno il 22 febbraio 2024. Le sue condizioni erano peggiorate. In questa fase sono coinvolti altri due medici. Secondo l’accusa, durante i successivi accessi al pronto soccorso sarebbero stati eseguiti visita ed esami ematochimici e strumentali ritenuti non adeguati al quadro clinico.
La Procura sostiene che sarebbe stato necessario richiedere una consulenza specialistica e ulteriori indagini strumentali, anche alla luce degli esiti di una Uro-Tac eseguita il 13 febbraio, che confermava la presenza dell’infezione alle vie urinarie. Il ragazzo si presentò in ospedale il 22 febbraio alle 9, venendo dimesso alle 13.27. Tornò poi nella stessa giornata alle 21.55, per essere dimesso intorno alle 2 della notte del 23 febbraio.
Il decesso e la richiesta di rinvio a giudizio
Il giorno successivo la famiglia portò Michele all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Nonostante il nuovo ricovero, il ragazzo morì a causa di una grave sepsi il 26 febbraio. Secondo quanto emerso dall’autopsia, le sue condizioni erano ormai compromesse.
Conclusa l’indagine, la Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il processo per gli otto medici. L’impianto accusatorio, composto dai risultati dell’autopsia, dalla consulenza medico-legale e dalle consulenze di parte, sarà valutato dal giudice nel corso dell’udienza preliminare. In quella sede il Gip dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio o meno degli imputati. Gli stessi potranno anche scegliere eventuali riti alternativi.

