Secondo l'avvocato Francesco Petruzzi, rappresentante legale di Alfonso Caliendo e Patrizia Marcolino, genitori del piccolo Domenico deceduto all'ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio, nuove prove rafforzano l'ipotesi di omicidio con dolo eventuale. Lo riporta Ansa.
"L'analisi delle nuove evidenze – attualmente coperte da riservatezza – suggerisce che Guido Oppido abbia accettato consapevolmente il rischio che Domenico potesse perdere la vita, non facendo tutto ciò che era in suo potere per evitare il tragico epilogo" ha spiegato Petruzzi.
Stando a quanto dichiarato dal legale, il cardiochirurgo che aveva preso in carico Domenico potrebbe aver escluso opzioni terapeutiche alternative e si sarebbe limitato a esercitare una "medicina difensiva" dopo aver constatato che il cuore donato da Bolzano risultava, secondo le verifiche effettuate, inadeguato per il trapianto. Queste nuove informazioni, ora al vaglio del pubblico ministero Tittaferrante, rappresentano un ulteriore tassello nell'indagine.
In un'intervista rilasciata ad ANSA, Petruzzi ha paragonato questa vicenda al caso delle acciaierie ThyssenKrupp. "Nel caso del grave incendio che aveva causato la morte di alcuni dipendenti, alla dirigenza dell'azienda venne contestato l’omicidio volontario con dolo eventuale per non aver investito in sicurezza. Se quella volta è stato possibile muovere un'accusa simile, lo stesso principio dovrebbe applicarsi al caso di Domenico Caliendo" ha concluso l’avvocato. Infine, il legale sottolinea come le responsabilità ricadano su un sistema che non avrebbe garantito adeguate tutele in fasi cruciali. Il caso resta sotto la lente dell'opinione pubblica e della magistratura.
Domenico Caliendo, il legale della famiglia: "Nuove prove rafforzano l'ipotesi di omicidio con dolo eventuale"
Secondo l'avvocato Francesco Petruzzi, rappresentante legale di Alfonso Caliendo e Patrizia Marcolino, genitori del piccolo Domenico deceduto all'ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio, nuove prove rafforzano l'ipotesi di omicidio con dolo eventuale. Domenico era morto in seguito alle complicazioni di un trapianto cardiaco fallito, effettuato il 23 dicembre 2025."L'analisi delle nuove evidenze – attualmente coperte da riservatezza – suggerisce che Guido Oppido abbia accettato consapevolmente il rischio che Domenico potesse perdere la vita, non facendo tutto ciò che era in suo potere per evitare il tragico epilogo" ha spiegato Petruzzi.
Stando a quanto dichiarato dal legale, il cardiochirurgo che aveva preso in carico Domenico potrebbe aver escluso opzioni terapeutiche alternative e si sarebbe limitato a esercitare una "medicina difensiva" dopo aver constatato che il cuore donato da Bolzano risultava, secondo le verifiche effettuate, inadeguato per il trapianto. Queste nuove informazioni, ora al vaglio del pubblico ministero Tittaferrante, rappresentano un ulteriore tassello nell'indagine.
In un'intervista rilasciata ad ANSA, Petruzzi ha paragonato questa vicenda al caso delle acciaierie ThyssenKrupp. "Nel caso del grave incendio che aveva causato la morte di alcuni dipendenti, alla dirigenza dell'azienda venne contestato l’omicidio volontario con dolo eventuale per non aver investito in sicurezza. Se quella volta è stato possibile muovere un'accusa simile, lo stesso principio dovrebbe applicarsi al caso di Domenico Caliendo" ha concluso l’avvocato. Infine, il legale sottolinea come le responsabilità ricadano su un sistema che non avrebbe garantito adeguate tutele in fasi cruciali. Il caso resta sotto la lente dell'opinione pubblica e della magistratura.

