Un cartello bilingue comparso nell’area antistante la Stazione Marittima di Salerno ha acceso il dibattito sugli spazi destinati ai giovani e allo sport all’aperto. L’avviso, firmato dall’Amalfi Coast Cruise Terminal, vieta nello spazio in concessione l’utilizzo di skateboard, biciclette e monopattini, oltre alla distribuzione di materiale pubblicitario non autorizzato.
Una decisione che ha provocato la reazione del maestro e istruttore di skateboard Doddo D’Ambrosio, che da anni considera quell’area uno dei pochi punti cittadini utilizzati dai ragazzi per praticare attività sportiva e socializzare.
Il divieto nell’area del porto
Il cartello è stato affisso su una recinzione metallica nella zona del porto, in uno spazio frequentato negli ultimi anni anche da giovani skater.
Per D’Ambrosio, il provvedimento cancella di fatto cinque anni di sport, aggregazione e presenza giovanile in un luogo che, pur non essendo un’area attrezzata, era diventato un punto di riferimento per bambini, ragazzi e appassionati.
Il tema sollevato non riguarda soltanto il singolo divieto, ma la carenza di luoghi dedicati alle attività all’aperto, allo sport urbano e alla socialità giovanile.
La critica di Doddo D’Ambrosio
D’Ambrosio ha affidato ai social un commento amaro e ironico, contestando una scelta che, a suo giudizio, finisce per allontanare i più giovani dagli spazi pubblici.
Secondo l’istruttore, in una città che avrebbe bisogno di parchi, aree attrezzate e luoghi sicuri per l’infanzia e l’adolescenza, vietare anche uno dei pochi punti di ritrovo utilizzati dagli skater appare come una decisione difficile da comprendere.
Nel suo intervento, D’Ambrosio sottolinea il paradosso di una città che si definisce attenta ai bambini, ma che poi limita gli spazi in cui possono muoversi, giocare, fare sport e incontrarsi.
Il nodo degli spazi per i giovani
La vicenda riapre una riflessione più ampia sulla convivenza tra sviluppo turistico, gestione delle aree portuali e diritto dei giovani a vivere la città.
Da un lato ci sono le esigenze di decoro, sicurezza e organizzazione degli spazi legati alla Stazione Marittima e al traffico crocieristico; dall’altro, la richiesta di non cancellare luoghi di aggregazione senza offrire alternative adeguate.
Il caso del divieto davanti alla Stazione Marittima diventa così il simbolo di una domanda rimasta aperta: dove possono andare bambini e ragazzi, a Salerno, per praticare sport di strada in sicurezza e senza essere percepiti come un problema?

