Si fa sempre più cupo e macabro il quadro delineato dalle indagini sulla morte di Luigi “Luca” Esposito, il 53enne giornalista sportivo di Nocera Inferiore trovato carbonizzato la notte tra il 18 e il 19 luglio in Contrada Bivio Cioffi a Eboli.
I primi riscontri dell'autopsia, durata oltre cinque ore, hanno infatti del tutto escluso l'ipotesi del colpo di pistola, rivelando uno scenario di inaudita violenza: la Tac total body ha evidenziato gravissime e diffuse fratture al volto, al bacino e alle costole, segni di un feroce pestaggio inferto a mani nude o con un corpo contundente.
L'uomo sarebbe stato poi soffocato e dato alle fiamme; gli esami tossicologici ed istologici dovranno ora stabilire se fosse ancora in vita mentre il suo corpo bruciava.
Esposito ha parcheggiato, chiuso il veicolo ed è proseguito a piedi, dettaglio che avvalora la pista della trappola o di un appuntamento fissato proprio in quel luogo isolato con il suo killer.
Il tassello decisivo dell'inchiesta resta ora il telefono cellulare dell'uomo, misteriosamente sparito: l'ultimo accesso su WhatsApp risulta registrato alle 22:47 di quella stessa sera, prima che il dispositivo venisse spento, sottratto dall'aggressore o gettato nei rivoli d'acqua circostanti.
Gli investigatori continuano a privilegiare la pista della vita privata, mentre restano da chiarire le presunte attività mattutine del giornalista (che riferiva di sopralluoghi agricoli pur non risultando legato a enti pubblici o ordini professionali), escludendo al momento legami con il suo lavoro nel mondo dell'informazione sportiva.
I primi riscontri dell'autopsia, durata oltre cinque ore, hanno infatti del tutto escluso l'ipotesi del colpo di pistola, rivelando uno scenario di inaudita violenza: la Tac total body ha evidenziato gravissime e diffuse fratture al volto, al bacino e alle costole, segni di un feroce pestaggio inferto a mani nude o con un corpo contundente.
L'uomo sarebbe stato poi soffocato e dato alle fiamme; gli esami tossicologici ed istologici dovranno ora stabilire se fosse ancora in vita mentre il suo corpo bruciava.
Delitto di Eboli, la ricostruzione dell'autopsia su Luigi Esposito
Mentre i Carabinieri setacciano i canali di scolo della zona alla ricerca del corpo contundente impiegato nell'aggressione, gli inquirenti della Procura di Salerno si concentrano sugli ultimi spostamenti del 53enne. Gli accertamenti sulle telecamere di videosorveglianza mostrano la Lancia Y bianca della vittima giungere in Contrada Cioffi attorno alle 23:00 del 18 luglio.Esposito ha parcheggiato, chiuso il veicolo ed è proseguito a piedi, dettaglio che avvalora la pista della trappola o di un appuntamento fissato proprio in quel luogo isolato con il suo killer.
Il tassello decisivo dell'inchiesta resta ora il telefono cellulare dell'uomo, misteriosamente sparito: l'ultimo accesso su WhatsApp risulta registrato alle 22:47 di quella stessa sera, prima che il dispositivo venisse spento, sottratto dall'aggressore o gettato nei rivoli d'acqua circostanti.
Gli investigatori continuano a privilegiare la pista della vita privata, mentre restano da chiarire le presunte attività mattutine del giornalista (che riferiva di sopralluoghi agricoli pur non risultando legato a enti pubblici o ordini professionali), escludendo al momento legami con il suo lavoro nel mondo dell'informazione sportiva.

