Il cedimento di un’arcata nella vecchia chiesa della Santissima Trinità a Sala Consilina ha riacceso un contenzioso che da anni coinvolge il Comune, la parrocchia e la Soprintendenza. Il crollo di parte della struttura ha reso necessario un intervento immediato per verificare le condizioni di stabilità dell’edificio, riportando al centro dell’attenzione il futuro dell’immobile religioso come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Il Comune di Sala Consilina, in accordo con la parrocchia e con il consenso della Diocesi di Teggiano-Policastro, da tempo porta avanti un progetto di recupero urbano che prevede la demolizione dell’attuale struttura ormai inutilizzata e la conservazione del campanile come testimonianza storica del luogo. L’idea alla base dell’intervento è quella di trasformare lo spazio in un’area più sicura e fruibile per la comunità, inserendo la conservazione del campanile all’interno di un più ampio piano di riqualificazione.
La vicenda affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando venne autorizzata la costruzione di una nuova chiesa destinata a sostituire quella precedente. In quel periodo, il progetto originario prevedeva già la demolizione dell’edificio esistente, ma l’intervento non poté essere realizzato a causa del mancato via libera della Soprintendenza, che si oppose alla distruzione della struttura.
Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del confronto istituzionale. L’amministrazione comunale e la parrocchia hanno riavviato il percorso progettuale cercando un’intesa con gli organismi di tutela del patrimonio culturale. Tuttavia, anche in occasione di incontri istituzionali avvenuti negli anni più recenti, la Soprintendenza ha confermato il proprio orientamento contrario alla demolizione, ritenendo l’edificio un bene di interesse storico-culturale sottoposto a vincolo.
Secondo l’ente di tutela, la chiesa rientra tra gli immobili che presentano caratteristiche di valore storico e architettonico tali da giustificarne la conservazione. Per questo motivo è stato ribadito il diniego alla demolizione dell’intero complesso. Nel corso dell’ultima interlocuzione tra le parti è stato inoltre chiarito che la valutazione finale sulla vicenda sarebbe stata rimessa agli uffici regionali competenti.
Il recente crollo dell’arcata ha però riportato in primo piano il problema della sicurezza strutturale dell’edificio, rafforzando le posizioni di chi sostiene la necessità di intervenire in maniera radicale sull’area. Proprio alla luce del nuovo diniego arrivato dagli organi di tutela, sia il Comune sia la parrocchia hanno deciso di intraprendere la via legale.
Nei giorni scorsi è stato infatti presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, con l’obiettivo di contestare la decisione della Soprintendenza e ottenere una nuova valutazione sulla possibilità di procedere con la demolizione della struttura. La vicenda approda così nelle aule della giustizia amministrativa, mentre restano aperti gli interrogativi sul destino della vecchia chiesa e sugli interventi necessari per garantire sicurezza e valorizzazione dell’area.
Crolla un’arcata della vecchia chiesa: scontro istituzionale
Dopo il cedimento dell’arcata, l’amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza urgente per accertare lo stato di sicurezza della costruzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di sopralluogo tecnico e nella messa in sicurezza dell’area interessata dal crollo. L’episodio ha riaperto il dibattito su una questione irrisolta da decenni: la possibile demolizione della vecchia chiesa e la riqualificazione dell’area circostante.Il Comune di Sala Consilina, in accordo con la parrocchia e con il consenso della Diocesi di Teggiano-Policastro, da tempo porta avanti un progetto di recupero urbano che prevede la demolizione dell’attuale struttura ormai inutilizzata e la conservazione del campanile come testimonianza storica del luogo. L’idea alla base dell’intervento è quella di trasformare lo spazio in un’area più sicura e fruibile per la comunità, inserendo la conservazione del campanile all’interno di un più ampio piano di riqualificazione.
La vicenda affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando venne autorizzata la costruzione di una nuova chiesa destinata a sostituire quella precedente. In quel periodo, il progetto originario prevedeva già la demolizione dell’edificio esistente, ma l’intervento non poté essere realizzato a causa del mancato via libera della Soprintendenza, che si oppose alla distruzione della struttura.
Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del confronto istituzionale. L’amministrazione comunale e la parrocchia hanno riavviato il percorso progettuale cercando un’intesa con gli organismi di tutela del patrimonio culturale. Tuttavia, anche in occasione di incontri istituzionali avvenuti negli anni più recenti, la Soprintendenza ha confermato il proprio orientamento contrario alla demolizione, ritenendo l’edificio un bene di interesse storico-culturale sottoposto a vincolo.
Secondo l’ente di tutela, la chiesa rientra tra gli immobili che presentano caratteristiche di valore storico e architettonico tali da giustificarne la conservazione. Per questo motivo è stato ribadito il diniego alla demolizione dell’intero complesso. Nel corso dell’ultima interlocuzione tra le parti è stato inoltre chiarito che la valutazione finale sulla vicenda sarebbe stata rimessa agli uffici regionali competenti.
Il recente crollo dell’arcata ha però riportato in primo piano il problema della sicurezza strutturale dell’edificio, rafforzando le posizioni di chi sostiene la necessità di intervenire in maniera radicale sull’area. Proprio alla luce del nuovo diniego arrivato dagli organi di tutela, sia il Comune sia la parrocchia hanno deciso di intraprendere la via legale.
Nei giorni scorsi è stato infatti presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, con l’obiettivo di contestare la decisione della Soprintendenza e ottenere una nuova valutazione sulla possibilità di procedere con la demolizione della struttura. La vicenda approda così nelle aule della giustizia amministrativa, mentre restano aperti gli interrogativi sul destino della vecchia chiesa e sugli interventi necessari per garantire sicurezza e valorizzazione dell’area.

