I consiglieri di minoranza a Salerno richiedono la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere del Grand Hotel Salerno e della vendita dei terreni alla foce del fiume Irno. Lo riporta Stiletv.
Lanocita ha dichiarato che l'opposizione si è unita su questioni cruciali. La situazione del Grand Hotel, che ha visto il sindaco in difficoltà davanti a circa 250 ospiti della struttura che stavano per essere evacuati senza alternative, deve essere esaminata in Consiglio per garantire trasparenza ai cittadini riguardo alla vicenda e al debito immobiliare di Chechile verso il Comune. Parallelamente, la vendita dell'area alla foce dell'Irno, destinata a un nuovo albergo nonostante il vincolo di destinazione pubblica, solleva preoccupazioni già discusse in campagna elettorale. I consiglieri insistono sulla necessità di un referendum consultivo per simili vendite di beni comunali rilevanti, di interesse collettivo.
Grand Hotel Salerno e la vendita dei terreni alla foce del fiume Irno: chiesta la convocazione urgente del Consiglio Comunale
Nella giornata odierna, mercoledì 19 agosto, una delegazione composta da Franco Massimo Lanocita, Ersilia Trotta, Corrado Naddeo e Ciro Giordano ha presentato una richiesta ufficiale presso il Palazzo di Città, sottoscritta da undici membri dell'opposizione, rappresentando un terzo del Consiglio. Questo, in linea con il regolamento, impone la convocazione entro venti giorni.Lanocita ha dichiarato che l'opposizione si è unita su questioni cruciali. La situazione del Grand Hotel, che ha visto il sindaco in difficoltà davanti a circa 250 ospiti della struttura che stavano per essere evacuati senza alternative, deve essere esaminata in Consiglio per garantire trasparenza ai cittadini riguardo alla vicenda e al debito immobiliare di Chechile verso il Comune. Parallelamente, la vendita dell'area alla foce dell'Irno, destinata a un nuovo albergo nonostante il vincolo di destinazione pubblica, solleva preoccupazioni già discusse in campagna elettorale. I consiglieri insistono sulla necessità di un referendum consultivo per simili vendite di beni comunali rilevanti, di interesse collettivo.

