Lo scacchiere politico salernitano viene travolto da un colpo di scena a poche ore dalla chiusura ufficiale delle liste. Sara Petrone, voce critica e spina nel fianco della maggioranza uscente, ha deciso di rompere definitivamente gli indugi abbandonando il campo deluchiano per correre al fianco di Franco Massimo Lanocita.
Una mossa che sposta gli equilibri e infiamma il clima pre-elettorale, segnando una frattura insanabile con l'amministrazione Napoli come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il panorama che si delinea per la sfida delle urne è imponente:
Le altre forze in campo vedono Armando Zambrano con due liste, mentre Elisabetta Barone, Antonio Pio De Felice, Alessandro Turchi e Mimmo Ventura correranno con un unico simbolo a testa. La corsa contro il tempo per la consegna dei documenti nel Salone dei Marmi si chiuderà domani a mezzogiorno, mettendo fine alle trattative dell'ultimo secondo e dando ufficialmente il via a quello che si preannuncia come un infuocato corpo a corpo elettorale.
In questo scenario frammentato, la coalizione di Lanocita si propone come l'approdo per i delusi del centrosinistra e per chi non si riconosce più nel modello gestionale che ha retto Salerno negli ultimi decenni, puntando tutto su un'alleanza che promette di rimettere al centro l'interesse pubblico senza "resa dei conti" interne.
Una mossa che sposta gli equilibri e infiamma il clima pre-elettorale, segnando una frattura insanabile con l'amministrazione Napoli come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Sara Petrone tradisce De Luca e sposa il progetto Lanocita
La scelta della Petrone non è solo un cambio di casacca, ma un atto di accusa frontale. L'ex consigliera ha motivato il suo passaggio denunciando una gestione della città che definisce fallimentare: tasse al massimo consentito, servizi inefficienti e un patrimonio pubblico messo all'asta per coprire i debiti del patto "Salva Comune". Un j'accuse durissimo che punta il dito anche contro l'aumento delle indennità per la giunta, descritto come un vero e proprio affronto verso una cittadinanza in difficoltà.Il panorama che si delinea per la sfida delle urne è imponente:
- 8 aspiranti sindaci (con una sola rappresentanza femminile);
- 20 liste complessive;
- Oltre 600 candidati pronti a darsi battaglia.
Le altre forze in campo vedono Armando Zambrano con due liste, mentre Elisabetta Barone, Antonio Pio De Felice, Alessandro Turchi e Mimmo Ventura correranno con un unico simbolo a testa. La corsa contro il tempo per la consegna dei documenti nel Salone dei Marmi si chiuderà domani a mezzogiorno, mettendo fine alle trattative dell'ultimo secondo e dando ufficialmente il via a quello che si preannuncia come un infuocato corpo a corpo elettorale.
In questo scenario frammentato, la coalizione di Lanocita si propone come l'approdo per i delusi del centrosinistra e per chi non si riconosce più nel modello gestionale che ha retto Salerno negli ultimi decenni, puntando tutto su un'alleanza che promette di rimettere al centro l'interesse pubblico senza "resa dei conti" interne.

