Si è concluso con cinque pesanti condanne il primo atto del processo, celebrato con rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Napoli Nord, relativo a un vasto traffico di stupefacenti che collegava la penisola iberica alla Campania.
Le sentenze emesse oscillano tra i 2 e gli 8 anni di reclusione, colpendo i vertici e i collaboratori di un'organizzazione capace di muovere ingenti quantitativi di droga tra le province di Salerno e Napoli come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Grazie a una fitta rete di intercettazioni ambientali e telefoniche, gli investigatori sono riusciti a mappare il "modus operandi" del gruppo, composto da intermediari, trasportatori e stoccatori. La rete non si limitava a rifornire le piazze di spaccio dell'Agro nocerino e dell'Aversano, ma estendeva i propri tentacoli anche verso la Calabria, l'Umbria e mercati internazionali in Belgio e Olanda.
Mentre per i cinque imputati che hanno scelto il rito alternativo sono arrivate le prime certezze processuali, per la restante parte dei 17 indagati originali prosegue il rito ordinario. Le motivazioni della sentenza, che chiariranno i ruoli specifici ricoperti da ciascun condannato nella filiera del narcotraffico, saranno depositate nei prossimi mesi.
Le sentenze emesse oscillano tra i 2 e gli 8 anni di reclusione, colpendo i vertici e i collaboratori di un'organizzazione capace di muovere ingenti quantitativi di droga tra le province di Salerno e Napoli come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Narcotraffico internazionale tra la Spagna e l'Agro, cinque condanne
L'inchiesta, che ha messo sotto i riflettori l'asse criminale tra Pagani, Angri, Corbara e Nocera Inferiore, era scattata in seguito a un sequestro clamoroso avvenuto pochi anni fa. All'epoca, un corriere originario di Torre del Greco era stato intercettato sull'autostrada nei pressi di Caivano mentre guidava un'autocisterna: all'interno del mezzo erano stati rinvenuti borsoni contenenti oltre 51 chili di cocaina purissima suddivisa in panetti. Un carico che, una volta immesso sul mercato nero, avrebbe generato profitti per circa 5 milioni di euro.Grazie a una fitta rete di intercettazioni ambientali e telefoniche, gli investigatori sono riusciti a mappare il "modus operandi" del gruppo, composto da intermediari, trasportatori e stoccatori. La rete non si limitava a rifornire le piazze di spaccio dell'Agro nocerino e dell'Aversano, ma estendeva i propri tentacoli anche verso la Calabria, l'Umbria e mercati internazionali in Belgio e Olanda.
Mentre per i cinque imputati che hanno scelto il rito alternativo sono arrivate le prime certezze processuali, per la restante parte dei 17 indagati originali prosegue il rito ordinario. Le motivazioni della sentenza, che chiariranno i ruoli specifici ricoperti da ciascun condannato nella filiera del narcotraffico, saranno depositate nei prossimi mesi.

