Lo scontro attorno a “Cilento Selvaggio - Festival della Caccia, della Cinofilia, della Natura e delle Tradizioni”, in programma dal 4 al 6 settembre 2026 a Roscigno Vecchia, continua ad alimentare il dibattito tra istituzioni, ambientalisti e organizzatori.
Dopo le polemiche sollevate dal fronte animalista e dal WWF, è intervenuto pubblicamente il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo, per chiarire la posizione dell’istituzione e rassicurare cittadini e associazioni.
Il chiarimento del presidente Coccorullo
Coccorullo ha spiegato di comprendere le preoccupazioni nate dalla presenza della parola “caccia” nel titolo della manifestazione, ma ha invitato a distinguere l’impatto comunicativo della locandina dai contenuti effettivi dell’evento.
Secondo il presidente, all’interno del perimetro del Parco Nazionale l’attività venatoria tradizionale resta vietata dalla legge. Il festival, ha precisato, non avrebbe l’obiettivo di promuovere la caccia, ma di aprire un confronto sulla gestione della fauna selvatica.
Selezione faunistica e emergenza cinghiali
Uno dei punti centrali riguarda il ruolo dei cacciatori, che secondo quanto chiarito dal presidente sarebbero coinvolti esclusivamente come selecontrollori formati e autorizzati.
Si tratta di figure impegnate nelle attività di controllo della fauna, in particolare nella gestione dell’emergenza cinghiali, fenomeno che crea problemi all’agricoltura, alla sicurezza stradale e agli equilibri del territorio.
La filiera della carne di cinghiale
Tra i temi previsti dalla manifestazione ci sarebbe anche la valorizzazione della carne di cinghiale attraverso una filiera certificata. L’obiettivo indicato è trasformare una criticità ambientale in una possibile risorsa economica, contrastando allo stesso tempo il bracconaggio.
Accanto alla gestione faunistica, il festival punterebbe anche su tradizioni locali, cinofilia, enogastronomia e turismo rurale sostenibile, con l’intento di promuovere Roscigno Vecchia e le aree interne del Cilento.
Il nodo del patrocinio e del logo del Parco
Il passaggio più delicato riguarda però il patrocinio dell’Ente Parco e l’utilizzo del suo logo nei materiali promozionali della manifestazione.
Coccorullo ha precisato che, al momento, il patrocinio ufficiale non sarebbe ancora stato concesso, poiché l’Ente è in attesa di ricevere e valutare il programma definitivo e dettagliato dell’evento.
Il presidente ha aggiunto che, qualora il programma risultasse conforme alle leggi istitutive del Parco e alle normative di tutela ambientale, non ci sarebbero difficoltà a concedere il patrocinio.
La replica degli animalisti
Le parole del presidente non hanno però chiuso la polemica. Tiziana Panico, a nome del fronte animalista, ha chiesto che ai chiarimenti seguano atti concreti.
Secondo Panico, se il logo del Parco Nazionale fosse stato utilizzato senza autorizzazione, la questione non potrebbe essere considerata una semplice formalità grafica. Per gli animalisti, infatti, il tema riguarda l’immagine, l’identità e la credibilità di un’istituzione pubblica.
Una polemica ancora aperta
Il caso “Cilento Selvaggio” resta dunque aperto. Da un lato il presidente del Parco prova a rassicurare sul fatto che non vi sia alcun via libera alla caccia nell’area protetta; dall’altro, il fronte animalista continua a chiedere chiarezza su patrocinio, logo e contenuti reali della manifestazione.
Il confronto si sposta ora sul programma definitivo dell’evento, che sarà decisivo per stabilire se l’iniziativa potrà ottenere o meno il sostegno ufficiale dell’Ente Parco.

