Si è svolta lunedì 27 aprile 2026, presso il Palazzo Arcivescovile di Cava de’ Tirreni, la presentazione del Report sulle Povertà promosso dalla Caritas diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni, dal titolo “Comunità disgregate, speranze sospese”. Un appuntamento che ha assunto il valore di un esercizio collettivo di discernimento, più che una semplice restituzione di dati.
A seguire, don Carmine Schiavone, Delegato regionale delle Caritas campane e direttore della Caritas di Aversa, ha offerto uno sguardo più ampio sul contesto regionale, evidenziando come le 23 Caritas diocesane della regione siano quotidianamente impegnate in una pluralità di interventi che spaziano dall’ascolto all’accompagnamento, fino alla promozione umana. Un lavoro capillare che, pur nelle differenze territoriali, restituisce una traiettoria comune: l’aumento delle fragilità complesse e multidimensionali.
Nel cuore della presentazione, la dott.ssa Marta Raimondi, referente del Centro di Ascolto diocesano, e la dott.ssa Rossella Vuoso, curatrice del volume, hanno illustrato i dati e le analisi contenute nel report. Oggetto dell’analisi è quindi il territorio diocesano terra di incomparabili bellezze che generano turismo e benessere con molte presenze durante l’anno; grandi numeri che alle volte si traducono in disagi per residenti o lavoratori a causa dei servizi “in affanno”, traffico e aumento dei costi.
Particolarmente rilevante è la crescita delle situazioni di solitudine sociale, che coinvolgono non solo anziani ma anche giovani adulti e nuclei familiari fragili. Emergono inoltre segnali preoccupanti legati alla povertà educativa, con minori che vivono contesti deprivati di opportunità formative e relazionali, e una crescente incidenza di disagio psicologico, spesso sommerso e non intercettato dai servizi tradizionali.
Accanto all’incremento significativo delle richieste di aiuto legate alla povertà economica e lavorativa (cresce il numero di persone occupate ma incapaci di sostenere i costi della vita quotidiana) entra con forza nelle statistiche il bisogno di accedere alle cure sanitarie. Una multidimensionalità della povertà che comprende anche quella abitativa, con difficoltà diffuse nel pagamento di affitti e utenze, e una progressiva precarizzazione delle condizioni familiari.
Nell’anno analizzato i numeri di chi si è rivolto alla Caritas per la prima volta sono in diminuzione rispetto alle annualità precedenti mentre sono in notevole aumento coloro che vengono assistiti da più di cinque anni o chi viene supportato con più di 5 aiuti nel corso dell’anno. Nel 2024 la Cittadella della Carità ha registrato 2629 accessi e raggiunto quota 2658 aiuti molti dei quali a beneficio degli utenti dell’Emporio solidale Paolo VI, seguiti dagli accessi al Centro di Ascolto e al dispensario farmaci e ambulatorio solidale.
“Comunità disgregate, speranze sospese”: la Caritas diocesana presenta il Report delle Povertà 2024
L'incontro è stato moderato dalla giornalista Senatore Angela che ha introdotto i relatori mantenendo viva nella platea la giusta attenzione al tema trattato. Il primo a prendere la parola è stato don Francesco Della Monica, direttore della Caritas diocesana, che ha richiamato con chiarezza il ruolo dell’advocacy come dimensione imprescindibile dell’agire Caritas: non solo risposta ai bisogni, ma capacità di incidere nei processi sociali attraverso la costruzione di alleanze educative e istituzionali. La lettura dei dati – ha sottolineato – non restituisce soltanto una “mancanza”, ma evidenzia soprattutto una “rottura”: relazionale, lavorativa, abitativa, sanitaria, umana.A seguire, don Carmine Schiavone, Delegato regionale delle Caritas campane e direttore della Caritas di Aversa, ha offerto uno sguardo più ampio sul contesto regionale, evidenziando come le 23 Caritas diocesane della regione siano quotidianamente impegnate in una pluralità di interventi che spaziano dall’ascolto all’accompagnamento, fino alla promozione umana. Un lavoro capillare che, pur nelle differenze territoriali, restituisce una traiettoria comune: l’aumento delle fragilità complesse e multidimensionali.
Nel cuore della presentazione, la dott.ssa Marta Raimondi, referente del Centro di Ascolto diocesano, e la dott.ssa Rossella Vuoso, curatrice del volume, hanno illustrato i dati e le analisi contenute nel report. Oggetto dell’analisi è quindi il territorio diocesano terra di incomparabili bellezze che generano turismo e benessere con molte presenze durante l’anno; grandi numeri che alle volte si traducono in disagi per residenti o lavoratori a causa dei servizi “in affanno”, traffico e aumento dei costi.
Particolarmente rilevante è la crescita delle situazioni di solitudine sociale, che coinvolgono non solo anziani ma anche giovani adulti e nuclei familiari fragili. Emergono inoltre segnali preoccupanti legati alla povertà educativa, con minori che vivono contesti deprivati di opportunità formative e relazionali, e una crescente incidenza di disagio psicologico, spesso sommerso e non intercettato dai servizi tradizionali.
Accanto all’incremento significativo delle richieste di aiuto legate alla povertà economica e lavorativa (cresce il numero di persone occupate ma incapaci di sostenere i costi della vita quotidiana) entra con forza nelle statistiche il bisogno di accedere alle cure sanitarie. Una multidimensionalità della povertà che comprende anche quella abitativa, con difficoltà diffuse nel pagamento di affitti e utenze, e una progressiva precarizzazione delle condizioni familiari.
I dati
I dati raccontano di 376 accolti (in netta prevalenza donne) e quasi 800 beneficiari totali che rappresentano non solo chi quotidianamente accede ai servizi ma l’intero nucleo familiare che trae vantaggio dall’aiuto offerto.Nell’anno analizzato i numeri di chi si è rivolto alla Caritas per la prima volta sono in diminuzione rispetto alle annualità precedenti mentre sono in notevole aumento coloro che vengono assistiti da più di cinque anni o chi viene supportato con più di 5 aiuti nel corso dell’anno. Nel 2024 la Cittadella della Carità ha registrato 2629 accessi e raggiunto quota 2658 aiuti molti dei quali a beneficio degli utenti dell’Emporio solidale Paolo VI, seguiti dagli accessi al Centro di Ascolto e al dispensario farmaci e ambulatorio solidale.

