In merito agli sviluppi del procedimento penale sui fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) chiede con forza il rispetto delle garanzie costituzionali per tutti gli appartenenti al Corpo coinvolti nella vicenda.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha richiamato il valore inviolabile dell'articolo 27 della Costituzione, sottolineando che la presunzione di innocenza costituisce una tutela fondamentale per ogni cittadino, poliziotti compresi.
Per Capece, se confermate, tali parole desterebbero forte perplessità sul piano istituzionale, poiché il linguaggio delle istituzioni dovrebbe mantenersi ancorato ai fatti e alle prove senza anticipare condanne prima di una sentenza definitiva.
Ribadendo la piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici, unici responsabili dell'accertamento della verità processuale, il SAPPE invita a evitare scorciatoie mediatiche o giudizi sommari. Capece ha infine ricordato il contesto di estrema criticità in cui gli agenti operano quotidianamente all'interno degli istituti di pena italiani, tra sovraffollamento, carenze d'organico e aggressioni, chiedendo che il dibattimento prosegua nel rispetto dell'equilibrio e del diritto di difesa.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha richiamato il valore inviolabile dell'articolo 27 della Costituzione, sottolineando che la presunzione di innocenza costituisce una tutela fondamentale per ogni cittadino, poliziotti compresi.
Caso Santa Maria Capua Vetere, il SAPPE difende la presunzione di innocenza
La posizione del sindacato nasce anche dalle indiscrezioni relative alla requisitoria del pubblico ministero Alessandro Milita, durante la quale sarebbe stata utilizzata l'espressione "Sei un criminale" nei confronti dell'imputato Gaetano Manganelli, ex comandante a Santa Maria Capua Vetere e attuale comandante dell'istituto di Salerno.Per Capece, se confermate, tali parole desterebbero forte perplessità sul piano istituzionale, poiché il linguaggio delle istituzioni dovrebbe mantenersi ancorato ai fatti e alle prove senza anticipare condanne prima di una sentenza definitiva.
Ribadendo la piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici, unici responsabili dell'accertamento della verità processuale, il SAPPE invita a evitare scorciatoie mediatiche o giudizi sommari. Capece ha infine ricordato il contesto di estrema criticità in cui gli agenti operano quotidianamente all'interno degli istituti di pena italiani, tra sovraffollamento, carenze d'organico e aggressioni, chiedendo che il dibattimento prosegua nel rispetto dell'equilibrio e del diritto di difesa.

