Il presidio ospedaliero Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni è sprofondato in una gravissima emergenza causata dal progressivo svuotamento del personale medico come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Di fronte a questo scenario di forte precarietà, i rappresentanti dei Comitati Uniti a difesa dell'ospedale hanno deciso di rompere gli indugi scrivendo direttamente al neo direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Salerno, Nicola Cantone, per pretendere garanzie e soluzioni immediate. Una delegazione del movimento, guidata da Alfredo Senatore, ha effettuato un sopralluogo ispettivo tra le corsie della struttura di Cava de' Tirreni, toccando con mano i disagi quotidiani subiti dall'utenza e la spossatezza dei pochi camici bianchi rimasti in trincea.
Oltre al potenziamento immediato degli organici nei reparti in sofferenza, sul tavolo del neo manager aziendale i cittadini di Cava de' Tirreni intendono porre anche la mai risolta questione del servizio di ginecologia e ostetricia. Per sollecitare l'apertura di un ambulatorio attivo 24 ore su 24 — promesso fin dalle riorganizzazioni della rete ospedaliera risalenti al 2016 — il comitato è pronto a depositare una maxi petizione popolare che ha raccolto la cifra record di 21.163 firme.
Una mobilitazione di massa che costringerà i vertici sanitari e la nuova amministrazione locale a fare i conti con la ferma volontà del territorio di difendere il fondamentale diritto alla salute.
Carenza cronica di medici al Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni: appello a Cantone
Reparti chiave come radiologia e ortopedia si trovano ormai al collasso, una situazione critica esacerbata dall'imminente pensionamento di uno degli storici specialisti in servizio. A complicare ulteriormente il quadro gestionale della struttura cavese si aggiunge l'addio della direttrice sanitaria Luciana Catena, in procinto di trasferirsi a Salerno per assumere la guida medica del Ruggi d'Aragona. Al suo posto, per il nosocomio metelliano, si fa strada l'ipotesi di una reggenza ad interim affidata a Vittorio Salvatore, attuale primario del reparto di medicina interna.Di fronte a questo scenario di forte precarietà, i rappresentanti dei Comitati Uniti a difesa dell'ospedale hanno deciso di rompere gli indugi scrivendo direttamente al neo direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Salerno, Nicola Cantone, per pretendere garanzie e soluzioni immediate. Una delegazione del movimento, guidata da Alfredo Senatore, ha effettuato un sopralluogo ispettivo tra le corsie della struttura di Cava de' Tirreni, toccando con mano i disagi quotidiani subiti dall'utenza e la spossatezza dei pochi camici bianchi rimasti in trincea.
Oltre al potenziamento immediato degli organici nei reparti in sofferenza, sul tavolo del neo manager aziendale i cittadini di Cava de' Tirreni intendono porre anche la mai risolta questione del servizio di ginecologia e ostetricia. Per sollecitare l'apertura di un ambulatorio attivo 24 ore su 24 — promesso fin dalle riorganizzazioni della rete ospedaliera risalenti al 2016 — il comitato è pronto a depositare una maxi petizione popolare che ha raccolto la cifra record di 21.163 firme.
Una mobilitazione di massa che costringerà i vertici sanitari e la nuova amministrazione locale a fare i conti con la ferma volontà del territorio di difendere il fondamentale diritto alla salute.

