Capaccio Paestum celebra un importante anniversario: il 114° dell'Incoronazione Solenne della Madonna del Granato, avvenuta il 2 maggio 1912 su decreto del Capitolo Vaticano.
Ma qual è la storia dietro questa edicola votiva, inaugurata il 1° maggio 1926? La vicenda risale al mese precedente e coinvolge due concittadini, Giuseppe Scariati e Giuseppe Clemente, cocchieri del marchese Vincenzo Pinto. Mentre percorrevano la strada che incrocia con il sentiero verso il Santuario, una mula che trainava il loro mezzo si rifiutò improvvisamente di proseguire, fermandosi ostinatamente. Sotto la pressione di una frustata, l'animale fece un balzo precipitoso verso una scarpata ripida e accidentata. In preda al terrore e alla disperazione, i due uomini non trovarono altra scelta che invocare la Madonna del Granato: "Madonna del Granato, aiutaci tu!" Miracolosamente, si ritrovarono incolumi a terra a diversi metri dalla strada.
L'accaduto, considerato un miracolo attribuito all'intercessione della Vergine, portò alla realizzazione di un piccolo monumento votivo. La struttura, alta 3,50 metri e costruita in pietra di Eboli dai fratelli Darino, reca una lapide marmorea con la seguente iscrizione:
Alla Vergine del Monte Calpazio
Celeste Protettrice di tutte le genti
Venerata Regina di tutti i popoli
questo ricordo imperituro
devotamente posero
Giuseppe Scariati e Giuseppe Clemente
per grazia singolare ricevuta
I-V-MIMXXVI.
Promotore Mons. F. Guazzo
L'inaugurazione del monumento aprì ufficialmente i festeggiamenti del 2 maggio in occasione del XIV anniversario dell'Incoronazione di Maria SS. del Granato, celebrati con momenti solenni, l'inno reale, giochi pirotecnici e un discorso commovente dell’Arciprete Monsignor Guazzo. La cerimonia richiamò una grande folla da Capaccio e dintorni, generando un profondo sentimento di fede e devozione.
Capaccio Paestum celebra il 114° anniversario dell'Incoronazione Solenne della Madonna del Granato
Capaccio Paestum celebra un importante anniversario: il 114° dell'Incoronazione Solenne della Madonna del Granato, avvenuta il 2 maggio 1912 su decreto del Capitolo Vaticano datato 8 maggio 1911 e firmato dal cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. Quest'anno, oltre a ricordare quell'evento storico, si commemora anche un altro importante anniversario: il centenario dell'edicola votiva dedicata alla Vergine del Granato, situata lungo l'antica strada che conduce al santuario. Questa strada, oggigiorno chiusa al traffico, fu costruita manualmente dal Vescovo di Capaccio, Mons. Michele Barone, tra il 1835 e il 1840.Ma qual è la storia dietro questa edicola votiva, inaugurata il 1° maggio 1926? La vicenda risale al mese precedente e coinvolge due concittadini, Giuseppe Scariati e Giuseppe Clemente, cocchieri del marchese Vincenzo Pinto. Mentre percorrevano la strada che incrocia con il sentiero verso il Santuario, una mula che trainava il loro mezzo si rifiutò improvvisamente di proseguire, fermandosi ostinatamente. Sotto la pressione di una frustata, l'animale fece un balzo precipitoso verso una scarpata ripida e accidentata. In preda al terrore e alla disperazione, i due uomini non trovarono altra scelta che invocare la Madonna del Granato: "Madonna del Granato, aiutaci tu!" Miracolosamente, si ritrovarono incolumi a terra a diversi metri dalla strada.
L'accaduto, considerato un miracolo attribuito all'intercessione della Vergine, portò alla realizzazione di un piccolo monumento votivo. La struttura, alta 3,50 metri e costruita in pietra di Eboli dai fratelli Darino, reca una lapide marmorea con la seguente iscrizione:
Alla Vergine del Monte Calpazio
Celeste Protettrice di tutte le genti
Venerata Regina di tutti i popoli
questo ricordo imperituro
devotamente posero
Giuseppe Scariati e Giuseppe Clemente
per grazia singolare ricevuta
I-V-MIMXXVI.
Promotore Mons. F. Guazzo
L'inaugurazione del monumento aprì ufficialmente i festeggiamenti del 2 maggio in occasione del XIV anniversario dell'Incoronazione di Maria SS. del Granato, celebrati con momenti solenni, l'inno reale, giochi pirotecnici e un discorso commovente dell’Arciprete Monsignor Guazzo. La cerimonia richiamò una grande folla da Capaccio e dintorni, generando un profondo sentimento di fede e devozione.

