La Procura della Repubblica di Taranto ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un 27enne di Buonabitacolo accusato di aver provocato la morte di una madre e del figlio in seguito ad un incidente lungo la Statale 100. Lo riporta SalernoToday.
Nell’autovettura si trovavano la conducente, il marito e un altro figlio. Per la madre e l’altro ragazzo, invece, i soccorsi si rivelarono inutili. Nel fascicolo investigativo sarebbero confluiti anche i dati relativi al cronotachigrafo installato sul camion. Secondo quanto emerso, il dispositivo avrebbe indicato una velocità prossima ai 90 chilometri orari poco prima della collisione, nonostante in quel tratto il limite fosse fissato a 50.
La decisione sulla richiesta avanzata dalla Procura spetterà ora al giudice, che dovrà esaminarla durante l’udienza preliminare. Per quanto riguarda invece gli aspetti risarcitori, lo Studio3A-Valore, che rappresenta i familiari delle persone decedute, ha fatto sapere che la relativa procedura si è già chiusa con il completo risarcimento dei parenti delle vittime.
Madre e figlio morti in un incidente sulla Statale 100 a Taranto: la Procura chiede il processo per un 27enne di Buonabitacolo
Si terrà il 20 ottobre 2026, davanti al Gup del Tribunale di Taranto, l’udienza preliminare a carico di un 27enne di Buonabitacolo. Nei suoi confronti i magistrati tarantini hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ipotesi di omicidio stradale. Al centro dell’inchiesta c’è il grave sinistro verificatosi il 16 aprile 2024 sulla Statale 100, nel territorio comunale di Mottola, precisamente nella zona di San Basilio. Nell’impatto tra un mezzo pesante e una Kia Sportage morirono una donna e suo figlio.Gli accertamenti
Dalla dinamica ricostruita dagli inquirenti emergerebbe che il camion, guidato dal giovane, avrebbe perso aderenza dopo aver percorso una curva a sinistra, disponendosi trasversalmente rispetto alla strada e oltrepassando la linea di mezzeria fino a occupare la corsia di marcia opposta. A quel punto sarebbe avvenuto l’impatto con la Kia, che, a seguito dell’urto, sarebbe stata scaraventata verso la parte posteriore della carreggiata, terminando nella cunetta laterale e capovolgendosi.Nell’autovettura si trovavano la conducente, il marito e un altro figlio. Per la madre e l’altro ragazzo, invece, i soccorsi si rivelarono inutili. Nel fascicolo investigativo sarebbero confluiti anche i dati relativi al cronotachigrafo installato sul camion. Secondo quanto emerso, il dispositivo avrebbe indicato una velocità prossima ai 90 chilometri orari poco prima della collisione, nonostante in quel tratto il limite fosse fissato a 50.
La decisione sulla richiesta avanzata dalla Procura spetterà ora al giudice, che dovrà esaminarla durante l’udienza preliminare. Per quanto riguarda invece gli aspetti risarcitori, lo Studio3A-Valore, che rappresenta i familiari delle persone decedute, ha fatto sapere che la relativa procedura si è già chiusa con il completo risarcimento dei parenti delle vittime.

