Il governo è al lavoro per definire le caratteristiche del nuovo bonus benzina, una delle iniziative di sostegno rivolte alle fasce economicamente più fragili annunciate nei giorni scorsi. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di un fringe benefit rivolto a dipendenti e lavoratori autonomi, ma si valuta anche la possibilità di destinare un aiuto ai pensionati attraverso la Carta Dedicata a Te. Restano però ancora diversi aspetti da chiarire.
Inizialmente il voucher dovrebbe essere destinato ai lavoratori dipendenti e agli autonomi. Il governo starebbe però valutando un meccanismo che consenta di includere anche i pensionati attraverso la Carta Dedicata a Te, evitando così che questa categoria resti esclusa dal beneficio.
Sul funzionamento del bonus, tuttavia, non sono ancora state prese decisioni definitive. Restano da stabilire eventuali limiti legati all’Isee, le modalità di erogazione e la possibilità che l’importo venga riconosciuto direttamente attraverso la busta paga.
Il sostegno potrebbe essere riconosciuto direttamente in busta paga sotto forma di fringe benefit, quindi come voucher esentasse al quale le aziende potrebbero scegliere volontariamente di aderire. Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia, ha definito l’ipotesi «molto positiva», considerandola una soluzione virtuosa nel rapporto tra imprese e lavoratori.
Sulla stessa linea anche Marco Osnato, responsabile Economia di Fratelli d’Italia, secondo il quale tra le possibilità allo studio ci sono proprio i buoni carburante erogati dal datore di lavoro attraverso i fringe benefit. L’esponente di FdI ha sottolineato però la necessità di strutturare il provvedimento in modo da preservarne l’effettivo vantaggio fiscale, definendo positiva l’intuizione attribuita al viceministro Maurizio Leo.
La Lega spinge infatti per un intervento più ampio, che comprenda anche una parte del ceto medio, ipotizzando un limite Isee fino a 50mila euro. La questione è strettamente legata alle risorse finanziarie disponibili. Per questo il Carroccio propone anche di intervenire sugli extraprofitti realizzati da banche e aziende energetiche. Una soluzione che non convince Forza Italia.
Raffaele Nevi, portavoce nazionale degli azzurri, ha ricordato che il governo ha già raggiunto con il settore bancario un’intesa valida per tre anni, dalla quale dovrebbe derivare un contributo aggiuntivo complessivo di circa 10 miliardi di euro. Ha inoltre sottolineato che le banche sono già sottoposte a una tassazione superiore rispetto alle altre imprese.
Secondo Nevi, le risorse già individuate consentono di sostenere famiglie e imprese alle prese con le difficoltà determinate anche dall’attuale situazione internazionale. «Non condividiamo l’idea che ogni intervento debba tradursi nell’introduzione di nuove imposte – ha spiegato –. La nostra posizione è diversa: in un Paese caratterizzato da una pressione fiscale già molto alta, la direzione deve essere quella della riduzione delle tasse».
L’esponente di Forza Italia ha ricordato gli interventi già avviati sui diversi livelli di reddito e l’accordo raggiunto con gli istituti bancari per ottenere un contributo straordinario. Un approccio analogo, secondo Nevi, è stato adottato con le compagnie assicurative e potrebbe essere replicato anche nei confronti delle imprese del settore energetico.
L’obiettivo, ha spiegato, resta quello di individuare risorse aggiuntive per attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Gli interventi della prossima manovra, tuttavia, dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle categorie che presentano le maggiori difficoltà, attraverso misure selettive rivolte alle fasce più fragili e ai settori maggiormente esposti ai rincari energetici.
Tra questi vengono indicati autotrasporto, agricoltura e pesca, oltre a tutte quelle attività produttive nelle quali il costo del carburante e dell’energia rappresenta una componente particolarmente significativa delle spese.
Bonus benzina, l'ipotesi di estenderlo ai pensionati beneficiari della Carta Dedicata a Te
Il 5 settembre terminerà il periodo di riduzione delle accise sui carburanti. Salvo ulteriori interventi, dovrebbe essere l’ultima proroga decisa dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, impegnato intanto nella definizione delle misure destinate alle fasce di reddito più basse. Tra queste figura anche il nuovo bonus carburante, pensato per attenuare l’impatto dei prezzi alla pompa e rivolto in particolare a «chi si sposta per lavoro e ai ceti meno abbienti», come aveva spiegato nei giorni scorsi il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.Inizialmente il voucher dovrebbe essere destinato ai lavoratori dipendenti e agli autonomi. Il governo starebbe però valutando un meccanismo che consenta di includere anche i pensionati attraverso la Carta Dedicata a Te, evitando così che questa categoria resti esclusa dal beneficio.
Sul funzionamento del bonus, tuttavia, non sono ancora state prese decisioni definitive. Restano da stabilire eventuali limiti legati all’Isee, le modalità di erogazione e la possibilità che l’importo venga riconosciuto direttamente attraverso la busta paga.
Bonus benzina, l’ipotesi del fringe benefit
L’orientamento attuale sembra andare verso un contributo non soggetto a tassazione, interamente deducibile per il datore di lavoro. Il meccanismo potrebbe riprendere quello del bonus da 200 euro destinato ai dipendenti e introdotto nel 2022 dal governo Draghi per contrastare le conseguenze dell’impennata dei costi energetici seguita all’invasione russa dell’Ucraina. La novità, rispetto a quella misura, sarebbe l’estensione anche ai titolari di partita Iva.Il sostegno potrebbe essere riconosciuto direttamente in busta paga sotto forma di fringe benefit, quindi come voucher esentasse al quale le aziende potrebbero scegliere volontariamente di aderire. Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia, ha definito l’ipotesi «molto positiva», considerandola una soluzione virtuosa nel rapporto tra imprese e lavoratori.
Sulla stessa linea anche Marco Osnato, responsabile Economia di Fratelli d’Italia, secondo il quale tra le possibilità allo studio ci sono proprio i buoni carburante erogati dal datore di lavoro attraverso i fringe benefit. L’esponente di FdI ha sottolineato però la necessità di strutturare il provvedimento in modo da preservarne l’effettivo vantaggio fiscale, definendo positiva l’intuizione attribuita al viceministro Maurizio Leo.
Pensionati, possibile ricorso alla Carta Dedicata a Te
Un bonus costruito esclusivamente come fringe benefit lascerebbe comunque fuori alcune delle categorie più vulnerabili, tra cui pensionati e disoccupati. Per questo motivo l’esecutivo starebbe prendendo in considerazione una seconda forma di sostegno collegata alla Carta Dedicata a Te. L’idea sarebbe quella di consentire nuovamente, come già accaduto in passato, l’utilizzo di una parte dell’importo disponibile sulla social card per acquistare carburante. Per il 2026 la dotazione della carta dovrebbe essere pari a 500 euro.Isee ed extraprofitti, confronto nella maggioranza
Un punto ancora da definire riguarda la soglia Isee. Per limitare la platea dei beneficiari e mantenere la misura compatibile con le risorse disponibili, il governo dovrà individuare criteri precisi. Proprio sull’eventuale introduzione di un limite Isee, però, le forze della maggioranza non hanno ancora raggiunto una posizione comune.La Lega spinge infatti per un intervento più ampio, che comprenda anche una parte del ceto medio, ipotizzando un limite Isee fino a 50mila euro. La questione è strettamente legata alle risorse finanziarie disponibili. Per questo il Carroccio propone anche di intervenire sugli extraprofitti realizzati da banche e aziende energetiche. Una soluzione che non convince Forza Italia.
Raffaele Nevi, portavoce nazionale degli azzurri, ha ricordato che il governo ha già raggiunto con il settore bancario un’intesa valida per tre anni, dalla quale dovrebbe derivare un contributo aggiuntivo complessivo di circa 10 miliardi di euro. Ha inoltre sottolineato che le banche sono già sottoposte a una tassazione superiore rispetto alle altre imprese.
Secondo Nevi, le risorse già individuate consentono di sostenere famiglie e imprese alle prese con le difficoltà determinate anche dall’attuale situazione internazionale. «Non condividiamo l’idea che ogni intervento debba tradursi nell’introduzione di nuove imposte – ha spiegato –. La nostra posizione è diversa: in un Paese caratterizzato da una pressione fiscale già molto alta, la direzione deve essere quella della riduzione delle tasse».
L’esponente di Forza Italia ha ricordato gli interventi già avviati sui diversi livelli di reddito e l’accordo raggiunto con gli istituti bancari per ottenere un contributo straordinario. Un approccio analogo, secondo Nevi, è stato adottato con le compagnie assicurative e potrebbe essere replicato anche nei confronti delle imprese del settore energetico.
L’obiettivo, ha spiegato, resta quello di individuare risorse aggiuntive per attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Gli interventi della prossima manovra, tuttavia, dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle categorie che presentano le maggiori difficoltà, attraverso misure selettive rivolte alle fasce più fragili e ai settori maggiormente esposti ai rincari energetici.
Tra questi vengono indicati autotrasporto, agricoltura e pesca, oltre a tutte quelle attività produttive nelle quali il costo del carburante e dell’energia rappresenta una componente particolarmente significativa delle spese.

