Paestum Energia Futura sospende l’iter autorizzativo dell’impianto di biometano previsto in via Gaiarda, nel Comune di Capaccio Paestum, e annuncia l’avvio di un percorso di confronto con istituzioni, associazioni ambientaliste, allevatori e operatori del territorio. La società ha comunicato il ritiro della documentazione progettuale già presentata, chiarendo però che non si tratta di una rinuncia definitiva, ma di una riformulazione del progetto.
Il progetto sarà ripresentato da zero
La decisione arriva dopo le osservazioni emerse da cittadini, comitati e amministratori locali, anche a seguito dell’incontro pubblico del 14 aprile dedicato al tema dell’energia circolare nel Cilento.
Paestum Energia Futura parla di una “scelta di metodo” e non di una marcia indietro. L’obiettivo dichiarato è ripresentare il progetto ex novo, integrando sin dall’inizio le indicazioni che arriveranno dal territorio.
Nasce un Tavolo permanente di concertazione
La società ha annunciato l’istituzione di un Tavolo permanente di concertazione, al quale saranno invitati ricercatori esperti in ingegneria ambientale, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, cooperative di allevatori bufalini, operatori turistici e autorità locali.
Il Tavolo avrà il compito di analizzare la documentazione tecnica, raccogliere osservazioni e contribuire alla definizione di una proposta più condivisa e aderente alle esigenze dell’area.
Il riferimento al vademecum di Legambiente
Come riferimento metodologico sarà utilizzato il vademecum “Fattore Biometano” di Legambiente, che individua i sette principi per la realizzazione di un impianto considerato sostenibile e ben integrato nel territorio.
L’intento è costruire un percorso capace di tenere insieme transizione energetica, tutela ambientale, esigenze produttive e rispetto del paesaggio.
Il nodo dei reflui zootecnici
La vicenda si inserisce in un contesto ambientale delicato. Nelle ultime settimane, la Polizia Locale di Capaccio Paestum ha disposto due sequestri penali di aziende bufaline, nelle zone di Gromola e via La Pila, per presunte gravi irregolarità nello smaltimento dei reflui zootecnici.
Le criticità rilevate hanno acceso l’attenzione sul rischio di contaminazione delle falde idriche e sulla necessità di individuare soluzioni efficaci per la gestione dei reflui prodotti dal comparto bufalino.
Biometano e obiettivi nazionali
Sul piano normativo, il Decreto Aiuti qualifica gli impianti di biometano come opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti. Il PNIEC fissa inoltre per l’Italia l’obiettivo di raggiungere 5,7 miliardi di metri cubi annui di biometano entro il 2030.
Un traguardo che, secondo il quadro richiamato dalla società, resta ancora distante e che rende il tema degli impianti da fonti rinnovabili sempre più centrale nel dibattito nazionale e locale.
Documenti a disposizione del territorio
Paestum Energia Futura metterà a disposizione del Tavolo tutta la documentazione tecnica già elaborata, comprese le valutazioni ambientali, paesaggistiche, idrauliche, acustiche e antincendio.
Il calendario degli incontri e le modalità operative del confronto saranno comunicati nelle prossime settimane. L’obiettivo è arrivare a una nuova proposta progettuale costruita con maggiore trasparenza e partecipazione.

