Casa venduta a sua insaputa nel Salernitano: una anziana di 72 anni, residente a Sant'Egidio del Monte Albino, è stata truffata da un amico di 45 anni di Pagani. Quest'ultimo è stato condannato ad un anno e mezzo di reclusione. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Il caso risale al 2018, quando l'anziana, bisognosa di denaro per coprire circa 9mila euro di spese mediche relative a un ricovero in clinica, si era rivolta al suo amico e collaboratore di vecchia data per ottenere supporto economico. Secondo quanto ricostruito dalle sentenze di merito, l'imputato aveva suggerito alla donna di richiedere un finanziamento e fissato un appuntamento presso un'agenzia di consulenza notarile.
La vittima concluse così un accordo attraverso il quale offrì la sua abitazione come garanzia per ottenere un prestito di 30mila euro, una cifra ben superiore a quella necessaria per le spese mediche. L'uomo le propose quindi di investire la somma residua in operazioni finanziarie che, secondo lui, avrebbero generato rilevanti guadagni. Convinta da queste promesse, l'anziana consegnò la somma all'imputato per avviare gli investimenti, fidandosi completamente delle sue parole.
Tuttavia, analizzando successivamente i documenti firmati, scoprì con sgomento che il contratto sottoscritto non era un semplice finanziamento. Si trattava infatti di un preliminare di vendita della sua casa e del terreno annesso, per una cifra irrisoria di 70mila euro, nettamente inferiore al loro reale valore di mercato stimato in 290mila euro. Inoltre, il contratto prevedeva una clausola secondo cui la donna avrebbe potuto annullare l'accordo solo restituendo 60mila euro entro cinque mesi; in caso contrario, sarebbe stata obbligata a completare la vendita.
In tribunale, il reato inizialmente contestato all'uomo era quello di circonvenzione di incapace, ma è stato poi riqualificato come truffa dal Tribunale di Nocera Inferiore. I giudici hanno sottolineato come l'imputato abbia approfittato della vulnerabilità della donna, che non disponeva degli strumenti culturali e intellettuali necessari per comprendere appieno le implicazioni dell'atto sottoscritto.
Secondo la sentenza: «L'imputato ha sfruttato la condizione della persona offesa creando un inganno ben articolato, spacciando per finanziamento quello che in realtà era un contratto complesso e pregiudizievole. Ha quindi indotto la vittima a consegnare l'intera somma anticipata, facendole credere che avrebbe tratto profitto da investimenti futuri. Questa condotta fraudolenta si distingue per la sua gravità morale ed economica». Una vicenda che rimarca quanto sia fondamentale prestare attenzione alla documentazione contrattuale e rivolgersi sempre a professionisti di fiducia in situazioni finanziarie complesse.
Casa venduta a sua insaputa: anziana truffata da un amico, condannato a un anno e mezzo
Una donna di 72 anni, residente a Sant'Egidio del Monte Albino, ha scoperto di aver messo in vendita la propria casa a sua insaputa, dopo essere stata ingannata da un conoscente. L'uomo, un 45enne di Pagani, è stato definitivamente condannato a un anno e sei mesi di reclusione per truffa, con sentenza confermata dalla Corte di Cassazione.Il caso risale al 2018, quando l'anziana, bisognosa di denaro per coprire circa 9mila euro di spese mediche relative a un ricovero in clinica, si era rivolta al suo amico e collaboratore di vecchia data per ottenere supporto economico. Secondo quanto ricostruito dalle sentenze di merito, l'imputato aveva suggerito alla donna di richiedere un finanziamento e fissato un appuntamento presso un'agenzia di consulenza notarile.
La vittima concluse così un accordo attraverso il quale offrì la sua abitazione come garanzia per ottenere un prestito di 30mila euro, una cifra ben superiore a quella necessaria per le spese mediche. L'uomo le propose quindi di investire la somma residua in operazioni finanziarie che, secondo lui, avrebbero generato rilevanti guadagni. Convinta da queste promesse, l'anziana consegnò la somma all'imputato per avviare gli investimenti, fidandosi completamente delle sue parole.
Tuttavia, analizzando successivamente i documenti firmati, scoprì con sgomento che il contratto sottoscritto non era un semplice finanziamento. Si trattava infatti di un preliminare di vendita della sua casa e del terreno annesso, per una cifra irrisoria di 70mila euro, nettamente inferiore al loro reale valore di mercato stimato in 290mila euro. Inoltre, il contratto prevedeva una clausola secondo cui la donna avrebbe potuto annullare l'accordo solo restituendo 60mila euro entro cinque mesi; in caso contrario, sarebbe stata obbligata a completare la vendita.
In tribunale, il reato inizialmente contestato all'uomo era quello di circonvenzione di incapace, ma è stato poi riqualificato come truffa dal Tribunale di Nocera Inferiore. I giudici hanno sottolineato come l'imputato abbia approfittato della vulnerabilità della donna, che non disponeva degli strumenti culturali e intellettuali necessari per comprendere appieno le implicazioni dell'atto sottoscritto.
Secondo la sentenza: «L'imputato ha sfruttato la condizione della persona offesa creando un inganno ben articolato, spacciando per finanziamento quello che in realtà era un contratto complesso e pregiudizievole. Ha quindi indotto la vittima a consegnare l'intera somma anticipata, facendole credere che avrebbe tratto profitto da investimenti futuri. Questa condotta fraudolenta si distingue per la sua gravità morale ed economica». Una vicenda che rimarca quanto sia fondamentale prestare attenzione alla documentazione contrattuale e rivolgersi sempre a professionisti di fiducia in situazioni finanziarie complesse.

