Si è svolta a Giovi, nella sede di Casa Juppiter, l’assemblea pubblica promossa dal Comitato “Giovi Salute e Paesaggio” per discutere dell’installazione dell’antenna 5G nella zona Bottino. All’incontro hanno preso parte cittadini e diversi candidati sindaci di Salerno, chiamati a esprimersi su un tema che sta generando forte preoccupazione tra i residenti.
Assemblea pubblica a Giovi sull’antenna 5G
Il confronto ha avuto al centro la richiesta di maggiore trasparenza sulle scelte relative alla localizzazione degli impianti di telefonia mobile. I residenti chiedono garanzie su salute, tutela del paesaggio, impatto ambientale e corretta pianificazione urbanistica.
All’assemblea erano presenti Gherardo Maria Marenghi, Armando Zambrano, Franco Massimo Lanocita, Elisabetta Barone, Alessandro Turchi e Pio De Felice. Assenti, invece, Vincenzo De Luca e Domenico Ventura, che non hanno preso parte all’incontro con i cittadini.
Marenghi: “Le decisioni non possono essere calate dall’alto”
Il candidato del centrodestra Gherardo Maria Marenghi ha sottolineato la necessità di affrontare il tema con attenzione, partendo dall’ascolto delle comunità coinvolte.
Secondo Marenghi, quando una scelta incide sulla qualità della vita, sul paesaggio e sulla percezione di sicurezza dei residenti, il confronto pubblico diventa fondamentale. Il candidato ha inoltre evidenziato la necessità di aggiornare un regolamento comunale che risale al 2004, definendolo ormai superato.
Marenghi ha parlato della necessità di un nuovo piano che, nel rispetto della normativa nazionale, possa introdurre criteri più stringenti per la localizzazione delle antenne, con particolare attenzione alle zone sensibili del territorio.
Zambrano: “Serve una distribuzione ragionevole degli impianti”
Anche Armando Zambrano ha espresso una posizione critica rispetto alla gestione del tema. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di conoscere e verificare con precisione tecnica la posizione degli impianti già presenti prima di autorizzarne altri.
Zambrano ha collegato la vicenda a un problema più ampio di partecipazione democratica, sostenendo che da anni i cittadini subiscono decisioni senza essere realmente coinvolti. Secondo il candidato, la soluzione passa da una distribuzione più equilibrata delle antenne, capace di ridurre i valori nelle diverse zone della città e di mantenerli sotto soglie di maggiore precauzione.
Lanocita: “Mancano mappa e partecipazione”
Contrarietà è stata espressa anche da Franco Massimo Lanocita, candidato sostenuto da Avs, M5S e Salerno Democratica. Lanocita ha insistito sulla necessità di una mappa chiara per individuare le aree più idonee alla realizzazione degli impianti.
Nel suo intervento ha richiamato anche l’esperienza di Baronissi, dove, ha spiegato, la battaglia contro l’installazione di un’antenna sarebbe stata vinta grazie al sostegno del Comune. Per Lanocita, a Salerno è mancato un vero coinvolgimento dei quartieri e dei cittadini.
De Felice: “Nel dubbio il pericolo si elimina”
Molto netta la posizione di Pio De Felice, candidato di Potere al Popolo, che ha ribadito la propria contrarietà alle antenne 5G. De Felice ha sostenuto che, in presenza di dubbi e timori da parte della popolazione, la scelta più prudente sarebbe quella di eliminare il rischio alla radice.
Il candidato ha rivendicato una lunga storia di battaglie ambientaliste, sottolineando il valore della tutela della salute e del territorio.
Barone: “Serve subito un regolamento”
Per Elisabetta Barone, candidata di Semplice Salerno, il problema principale è l’assenza di un regolamento aggiornato e realmente efficace. Secondo Barone, il Comune dovrebbe definire con chiarezza le condizioni in cui è possibile installare antenne 5G, evitando decisioni frammentarie e poco condivise.
La candidata ha ricordato il proprio impegno in Commissione Ambiente per introdurre un nuovo regolamento, lamentando però una chiusura politica sul tema. Barone ha parlato di una responsabilità dell’amministrazione uscente e ha richiamato anche altri impianti presenti in città, come quelli in Piazza Principe Amedeo e nella zona di Santa Margherita.
Turchi: “Siamo stati tra i primi a sostenere il comitato”
La questione dell’antenna di Giovi è stata affrontata anche da Alessandro Turchi, candidato di Salerno Migliore. Turchi ha ricordato l’impegno della propria associazione contro l’impianto, definendolo un manufatto realizzato senza un adeguato confronto con i residenti e senza sufficiente attenzione alla distanza dalle abitazioni.
Il candidato ha rivendicato la partecipazione al primo incontro del comitato, risalente al 4 dicembre 2025, e la firma della petizione promossa dai cittadini.
Il nodo politico delle assenze
L’assenza di Vincenzo De Luca e Domenico Ventura ha rappresentato uno degli elementi politici più evidenti dell’assemblea. Secondo i promotori e i partecipanti, il confronto con i cittadini su un tema così delicato avrebbe richiesto la presenza di tutti i candidati.
Il caso dell’antenna 5G a Giovi resta quindi al centro del dibattito elettorale salernitano, tra richieste di partecipazione, tutela del paesaggio, sicurezza percepita e necessità di un regolamento comunale più moderno.
Una vicenda che riguarda tutta Salerno
La mobilitazione di Giovi non riguarda soltanto una singola installazione, ma apre una riflessione più ampia sulla gestione delle infrastrutture tecnologiche in città.
Il punto, per i cittadini e per molti candidati presenti, non è soltanto dire sì o no al 5G, ma stabilire regole chiare, controlli trasparenti e percorsi partecipati prima di autorizzare nuovi impianti sul territorio comunale.

