Gli alberghi, i B&B e case vacanza della provincia di Salerno verso il tutto esaurito. Previsioni molto positive al Capoluogo e in Costiera dove il 90% delle camere risulta già prenotato. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Sono proprio i pernottamenti, infatti, a distinguere i turisti dai semplici visitatori, che garantiscono al territorio un ritorno economico decisamente più contenuto. La situazione appare più complessa nel Cilento, dove prevalgono i turisti italiani e i soggiorni lunghi sono sempre meno frequenti. Sono ormai lontani gli anni in cui le famiglie prendevano in affitto una casa per un intero mese. Oggi anche una settimana di permanenza è diventata un’eccezione, mentre continuano a registrare risultati discreti le prenotazioni per i fine settimana, generalmente di una o due notti e non necessariamente nelle località sul mare. A risultare più appetibili sono le strutture dell’entroterra, caratterizzate da prezzi particolarmente contenuti e dotate di numerosi servizi, una soluzione che incontra il favore di chi deve sostenere spese come mutui, prestiti e bollette.
Anche Agostino Ingenito dell’Abbac concorda sulla necessità di leggere con attenzione i dati: «Continuiamo a essere una delle principali piattaforme turistiche internazionali grazie all’enorme mobilità. Tuttavia, dobbiamo evitare interpretazioni eccessivamente ottimistiche: milioni di persone che si spostano non significano necessariamente milioni di pernottamenti in più o strutture completamente occupate. Un crocierista che rimane poche ore in una città, un passeggero che utilizza un aeroporto per lasciare l’Italia, un escursionista che raggiunge un’isola e un turista che soggiorna per cinque notti hanno un impatto economico molto diverso».
Per Ingenito, dunque, «la vera sfida dell’estate 2026 consiste nel capire quanto questa grande mobilità riesca a tradursi in soggiorni più lunghi, camere occupate, maggiori consumi e ricchezza effettivamente distribuita sul territorio».
Alberghi, b&b e case vacanza a Salerno puntano al tutto esaurito: «La spinta arriva dagli stranieri»
A sostenere il comparto turistico, anche in vista del Ferragosto, sono ancora una volta i visitatori provenienti dall’estero. Spagnoli, americani, francesi, inglesi, tedeschi, indiani, russi e coreani contribuiscono a mantenere alta l’occupazione delle strutture ricettive nel periodo più caldo dell’anno. Alberghi, b&b e altre soluzioni extralberghiere si avvicinano infatti a un’occupazione del 90%, con possibilità di superare questa percentuale. Buone le prospettive per Salerno città e per la Costiera amalfitana, che registra un andamento favorevole già dall’inizio di agosto. Più difficoltà, invece, per il Cilento, dove la clientela è composta soprattutto da italiani. A pesare è anche quest’anno la situazione economica, come evidenziato da una ricerca realizzata da Tecné per Federalberghi nazionale, secondo cui circa la metà degli italiani non partirà per le vacanze estive.I nodi
Il principale ostacolo è rappresentato dalle condizioni economiche delle famiglie, indicate dal 52,8% degli intervistati come la ragione principale per non andare in vacanza. Al secondo posto ci sono le difficoltà legate all’organizzazione familiare, con il 25,7%, seguite dai problemi di salute, indicati dal 24,5%. L’aumento dei prezzi ha influito sulle scelte dell’11,2% degli intervistati, mentre il 10,4% ha dovuto rinunciare a causa di impegni professionali. Un ulteriore 6,6%, invece, non rinuncerà alle ferie ma sceglierà un altro periodo dell’anno. A Salerno la riduzione dei consumi sembra incidere meno sul settore dell’ospitalità. Sui principali portali di prenotazione online, il fine settimana compreso tra venerdì 14 e domenica 16 agosto è infatti quasi completamente occupato. Le strutture ancora disponibili sono soltanto 31 e il 93% dei b&b e delle case vacanza risulta già prenotato.I costi
Anche le poche disponibilità rimaste sono molto limitate. Sui portali si susseguono messaggi come “ne resta solo una” o “ultima occasione”, con tariffe che, per Salerno, partono da 212 euro per due persone per due notti e arrivano a sfiorare i 700 euro nelle strutture di fascia deluxe. Prezzi decisamente più contenuti rispetto alla Costiera amalfitana, dove per lo stesso periodo si parte da 335 euro e si superano i 4mila euro ad Amalfi, mentre a Positano si va da 435 euro fino a oltre 12mila euro. In quest’ultimo caso, la cifra più elevata riguarda l’affitto di ville private, una soluzione particolarmente apprezzata dai turisti americani. In città la permanenza media è di due o tre notti. Una situazione simile si registra in Costiera, anche se le strutture di lusso contribuiscono ad alzare la media.Le analisi
Raffaele Esposito, di Federalberghi, preferisce mantenere prudenza in attesa dei dati definitivi: «Non sono abituato a fare valutazioni senza avere numeri precisi, che avremo soltanto più avanti e che saranno indispensabili per capire come muoverci dopo la pausa estiva», spiega. «In generale, confrontandomi con gli operatori del settore, il quadro è positivo. Il livello di occupazione determinato dalle prenotazioni era già molto buono una decina di giorni fa. Ora, con le prenotazioni last minute, la situazione potrà ulteriormente migliorare. In diverse zone della provincia di Salerno ci avvicineremo al tutto esaurito e gli investimenti in corso, compresi quelli della Camera di Commercio, rappresentano un sostegno importante per continuare a crescere. Chiederemo alle istituzioni di aprire un confronto, perché ritengo che si possa parlare realmente di turismo soltanto quando si analizzano i dati relativi ai pernottamenti».Sono proprio i pernottamenti, infatti, a distinguere i turisti dai semplici visitatori, che garantiscono al territorio un ritorno economico decisamente più contenuto. La situazione appare più complessa nel Cilento, dove prevalgono i turisti italiani e i soggiorni lunghi sono sempre meno frequenti. Sono ormai lontani gli anni in cui le famiglie prendevano in affitto una casa per un intero mese. Oggi anche una settimana di permanenza è diventata un’eccezione, mentre continuano a registrare risultati discreti le prenotazioni per i fine settimana, generalmente di una o due notti e non necessariamente nelle località sul mare. A risultare più appetibili sono le strutture dell’entroterra, caratterizzate da prezzi particolarmente contenuti e dotate di numerosi servizi, una soluzione che incontra il favore di chi deve sostenere spese come mutui, prestiti e bollette.
Anche Agostino Ingenito dell’Abbac concorda sulla necessità di leggere con attenzione i dati: «Continuiamo a essere una delle principali piattaforme turistiche internazionali grazie all’enorme mobilità. Tuttavia, dobbiamo evitare interpretazioni eccessivamente ottimistiche: milioni di persone che si spostano non significano necessariamente milioni di pernottamenti in più o strutture completamente occupate. Un crocierista che rimane poche ore in una città, un passeggero che utilizza un aeroporto per lasciare l’Italia, un escursionista che raggiunge un’isola e un turista che soggiorna per cinque notti hanno un impatto economico molto diverso».
Per Ingenito, dunque, «la vera sfida dell’estate 2026 consiste nel capire quanto questa grande mobilità riesca a tradursi in soggiorni più lunghi, camere occupate, maggiori consumi e ricchezza effettivamente distribuita sul territorio».

