Ad Agropoli, il tema dell’ospedale civile continua a essere un nodo irrisolto tra promesse politiche e attese dei cittadini.
Negli anni, la struttura sanitaria locale è stata più volte citata dai candidati come simbolo di impegno elettorale, con annunci e proclami destinati a svanire rapidamente al termine delle campagne. Oggi, a urne chiuse, il presidio rimane un Punto di Primo Soccorso parzialmente operativo, con servizi garantiti h24 quasi inesistenti, lontano dagli standard di una rete di emergenza efficiente.
Il sindaco Roberto Mutalipassi aveva ipotizzato un ruolo di mediazione da parte del Movimento 5 Stelle, ma finora l’ipotesi non ha portato a risultati tangibili. La situazione si inserisce in un contesto di problemi atavici, tra cui la carenza di personale medico specializzato e la difficoltà nel garantire servizi completi e costanti.
Nonostante silenzi istituzionali e rallentamenti burocratici, la cittadinanza non intende rassegnarsi. Sull’onda della mobilitazione di agosto, una nuova manifestazione è stata programmata per il 19 aprile, guidata da Gisella Botticchio, che già aveva condotto il corteo precedente. L’obiettivo resta quello di ricordare all’ASL Salerno e alla Regione Campania che la salute di un territorio non può essere garantita da annunci o comunicati sui social, ma richiede medici, reparti funzionali e attrezzature operative tutto l’anno, non solo durante le campagne elettorali.
Negli anni, la struttura sanitaria locale è stata più volte citata dai candidati come simbolo di impegno elettorale, con annunci e proclami destinati a svanire rapidamente al termine delle campagne. Oggi, a urne chiuse, il presidio rimane un Punto di Primo Soccorso parzialmente operativo, con servizi garantiti h24 quasi inesistenti, lontano dagli standard di una rete di emergenza efficiente.
Agropoli, ospedale civile nel limbo: cittadini pronti a tornare in piazza
Le visite istituzionali, come quella del Presidente della Regione Roberto Fico, non hanno prodotto interventi concreti. Nonostante gli incontri e le dichiarazioni di buon proposito, del reinserimento dell’ospedale nella rete dell’emergenza non si ha traccia. Le motivazioni addotte dalla giunta regionale, fresca di insediamento, riguardano la complessità dei piani ospedalieri e la necessità di tempi tecnici per le commissioni appena nominate. Tuttavia, per la comunità di Agropoli, queste ragioni non giustificano l’assenza di risposte immediate.Il sindaco Roberto Mutalipassi aveva ipotizzato un ruolo di mediazione da parte del Movimento 5 Stelle, ma finora l’ipotesi non ha portato a risultati tangibili. La situazione si inserisce in un contesto di problemi atavici, tra cui la carenza di personale medico specializzato e la difficoltà nel garantire servizi completi e costanti.
Nonostante silenzi istituzionali e rallentamenti burocratici, la cittadinanza non intende rassegnarsi. Sull’onda della mobilitazione di agosto, una nuova manifestazione è stata programmata per il 19 aprile, guidata da Gisella Botticchio, che già aveva condotto il corteo precedente. L’obiettivo resta quello di ricordare all’ASL Salerno e alla Regione Campania che la salute di un territorio non può essere garantita da annunci o comunicati sui social, ma richiede medici, reparti funzionali e attrezzature operative tutto l’anno, non solo durante le campagne elettorali.

