Tra il 5 e il 6 maggio 1998 una vasta colata di fango e detriti devastò diversi comuni della Campania, segnando una delle pagine più dolorose della storia recente del territorio. La frana del 1998 colpì in particolare Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello, provocando complessivamente 161 morti.
5 maggio 1998: la tragedia dell'alluvione di Sarno
Nel maggio del 1998, l’area del comprensorio di Sarno fu investita da precipitazioni di eccezionale intensità. Nell’arco di 72 ore caddero oltre 240/300 millimetri di pioggia. La quantità d’acqua accumulata contribuì a rompere l’equilibrio tra lo strato calcareo e i depositi piroclastici, innescando lo scivolamento catastrofico dei materiali lungo i versanti.
Il primo distacco dal monte Pizzo d’Alvano avvenne il 5 maggio, intorno alle ore 15. La colata sfiorò gli abitati sottostanti, mentre la pioggia continuava a cadere con forza su Sarno, Bracigliano e Siano. La Prefettura di Salerno venne informata degli smottamenti soltanto verso le 16.30.
Le colate di fango su Sarno, Quindici e gli altri comuni
A partire dalle 17, numerose frane e colate detritiche iniziarono a scendere verso valle, travolgendo Sarno e le località vicine. Decine di abitazioni furono abbattute dalla furia del fango. Nelle stesse ore arrivarono segnalazioni di una frana anche a Siano. I primi soccorsi raggiunsero la valle circa un’ora dopo, mentre sul versante opposto del Pizzo d’Alvano, a Quindici, una massa di fango e detriti investì il centro abitato e la frazione Casamanzi.
Poco dopo, anche la frazione Episcopio di Sarno fu colpita da un enorme colamento. La forza della frana distrusse l’intero abitato, aggravando ulteriormente un quadro già drammatico. Durante la serata altri movimenti franosi interessarono Sarno e Quindici, provocando anche blackout. Dal fango vennero estratti morti e feriti, molti dei quali furono trasportati all’ospedale Villa Malta di Sarno.
La notte più drammatica e l’ospedale Villa Malta invaso dal fango
Tra le 23.31 del 5 maggio e la mezzanotte del 6 maggio, la tragedia assunse proporzioni ancora più gravi. Una frana di enormi dimensioni colpì nuovamente Sarno, raggiungendo anche l’ospedale Villa Malta. La struttura sanitaria venne invasa dal fango. Sotto la colata persero la vita due medici, tre infermieri, il portiere dell’ospedale e cinque pazienti, tra cui due bambini.
Il bilancio della tragedia
Dopo giorni di scavi tra fango e macerie, il bilancio definitivo fu di 161 vittime. Il numero più alto di morti si registrò a Sarno, con 137 vittime. A Quindici morirono 11 persone, a Bracigliano 7, a Siano 5 e a San Felice a Cancello 1. A distanza di anni resta il dolore, ma anche il dovere della memoria. Perché tragedie come questa non siano solo ricorrenze, ma moniti da non ignorare.

