Un messaggio chiaro rivolto a tutte le donne vittime di violenza: chiedere aiuto è possibile e necessario. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, i Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno hanno ribadito il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, invitando le vittime a denunciare e a non restare sole. Oltre al messaggio simbolico, l’Arma ha rafforzato una serie di strumenti concreti pensati per offrire ascolto, protezione e supporto alle vittime.
Le stanze d’ascolto: spazi protetti nelle caserme
Tra le iniziative più importanti ci sono le stanze d’ascolto, ambienti dedicati all’accoglienza delle vittime di violenza all’interno delle caserme.
Questi spazi sono stati attivati nelle sedi dei Carabinieri di:
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Salerno
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Nocera Inferiore
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Eboli
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Sala Consilina
Si tratta di ambienti progettati per accogliere le vittime – spesso accompagnate dai figli – in un contesto riservato, protetto e lontano dagli uffici operativi ordinari, favorendo così un racconto più sereno dei fatti.
Il Rosaria Benincasa, maresciallo referente per i reati legati alla violenza di genere, ha sottolineato il ruolo centrale di questi spazi nel sistema di tutela delle vittime. Le stanze sono dotate anche di sistemi di videoregistrazione, che consentono di raccogliere le testimonianze nel pieno rispetto della privacy e della dignità delle persone coinvolte.
L’importanza dell’ascolto e dell’empatia
Non si tratta solo di luoghi dove formalizzare una denuncia, ma spesso del primo passo di un percorso di protezione e sostegno.
Come spiega la carabiniera Cristina D'Arienzo, in servizio al Reparto Territoriale di Nocera Inferiore: “Per chi decide di parlare è fondamentale trovare un ambiente sicuro, dove sentirsi ascoltati e poter raccontare liberamente ciò che si è vissuto”.
L’accoglienza e l’empatia rappresentano quindi elementi fondamentali per incoraggiare le vittime a rompere il silenzio.
In aumento le denunce per reati del Codice Rosso
I dati relativi al territorio salernitano evidenziano come il fenomeno della violenza di genere richieda un impegno costante. Negli ultimi anni è cresciuto il numero dei procedimenti legati al Codice Rosso, normativa che accelera le procedure per i reati di violenza domestica e di genere.
Secondo la Greta Gentili, comandante della Compagnia Carabinieri di Eboli, l’aumento delle segnalazioni è anche il segno di una maggiore fiducia nelle istituzioni. Solo nel 2025 sono state quasi 900 le segnalazioni inviate all’autorità giudiziaria, con numerosi arresti effettuati.
Tra i reati più diffusi figurano:
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maltrattamenti in famiglia
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atti persecutori (stalking)
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violenze digitali come revenge porn e diffusione non consensuale di immagini intime
Il caso emblematico di una giovane vittima di revenge porn
Tra i casi più recenti emerge quello di una ragazza di vent’anni che, dopo aver condiviso materiale privato con il proprio fidanzato, ha scoperto che foto e video erano stati diffusi online senza il suo consenso.
Grazie al sostegno di un’amica, la giovane ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri della stazione di Sala Consilina. Come racconta la militare Laura Farinola, dopo la denuncia il materiale è stato rimosso dalla rete e il responsabile perseguito.
Denunciare è il primo passo verso la giustizia
Il messaggio delle forze dell’ordine è chiaro: denunciare è fondamentale. Le stanze d’ascolto rappresentano non solo un luogo fisico dove trovare aiuto, ma anche un simbolo di fiducia per tutte le donne che temono di non essere credute o sostenute.
Un presidio di legalità e vicinanza che vuole ricordare alle vittime di violenza una verità semplice ma essenziale: non sono sole.

