Le analisi tecniche sul rimorchio abbandonato e incendiato lungo il litorale di Pontecagnano Faiano hanno confermato i sospetti più cupi: il carico è composto da oltre 25 tonnellate di scarti industriali altamente pericolosi come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I test di laboratorio non lasciano spazio a dubbi, classificando i materiali come sostanze cancerogene ed ecotossiche. La "firma" dei rifiuti è chiara e rimanda direttamente ai fanghi dell'industria conciaria, vista l'altissima concentrazione di cromo, metallo pesante tipico della lavorazione delle pelli, che minaccia ora il suolo e l'ecosistema marino.
Oltre alle tonnellate stipate nel mezzo, circa mille chili di sostanze tossiche si sono già sversate direttamente sul terreno a causa del rogo e dell'abbandono prolungato. Mentre il dibattito si infiamma sulla gestione della fascia costiera — vista da molti come una "terra di nessuno" anziché come risorsa turistica — la priorità assoluta resta ora la rimozione immediata dei fanghi.
L'episodio riaccende i riflettori sul traffico illecito di rifiuti speciali che, partendo dai distretti industriali, finisce troppo spesso per deturpare le spiagge del salernitano.
I test di laboratorio non lasciano spazio a dubbi, classificando i materiali come sostanze cancerogene ed ecotossiche. La "firma" dei rifiuti è chiara e rimanda direttamente ai fanghi dell'industria conciaria, vista l'altissima concentrazione di cromo, metallo pesante tipico della lavorazione delle pelli, che minaccia ora il suolo e l'ecosistema marino.
Il carico fantasma a Pontecagnano è una bomba ecologica
La vicenda ha scatenato una violenta bufera politica contro l'amministrazione comunale. Le opposizioni denunciano un'inerzia colpevole durata oltre sette mesi, durante i quali il carico sarebbe rimasto esposto agli agenti atmosferici senza alcuna protezione. Dalle fila di Fratelli d'Italia e delle liste civiche locali si alza un coro di proteste: si contesta il ritardo nella messa in sicurezza del sito, sottolineando come la salute dei residenti e la tutela della costa siano state messe in secondo piano rispetto ai tempi della burocrazia.Oltre alle tonnellate stipate nel mezzo, circa mille chili di sostanze tossiche si sono già sversate direttamente sul terreno a causa del rogo e dell'abbandono prolungato. Mentre il dibattito si infiamma sulla gestione della fascia costiera — vista da molti come una "terra di nessuno" anziché come risorsa turistica — la priorità assoluta resta ora la rimozione immediata dei fanghi.
L'episodio riaccende i riflettori sul traffico illecito di rifiuti speciali che, partendo dai distretti industriali, finisce troppo spesso per deturpare le spiagge del salernitano.

