L'ex giornalista e imprenditore di Salerno, Valter Lavitola, è indagato per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci: per gli inquirenti sarebbe il mandante.
Per l'esplosione dell'ordigno avvenuta davanti alla casa del conduttore e autore di Report, martedì scorso sono già state applicate quattro misure cautelari contro tre uomini e una donna considerati gli esecutori materiali. A loro sono imputati reati come detenzione, porto e uso di ordigni esplosivi in luogo pubblico, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'uso di modalità mafiose. A questi reati ora si aggiunge anche la complicità di Lavitola.
L'imprenditore salernitano, ex direttore del giornale Avanti, ha già avuto precedenti giudiziari, tra cui il caso della casa di Montecarlo, una latitanza nel 2011, accuse di corruzione internazionale e frodi sui fondi pubblici, la "compravendita di senatori", oltre a una condanna a 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.
Dopo questi eventi, Lavitola ha intrapreso una nuova attività nel settore della ristorazione, aprendo e gestendo un rinomato ristorante di pesce nel quartiere Monteverde a Roma. Nel 2023, il quotidiano Il Riformista pubblicò una foto che lo ritraeva insieme a Ranucci nel suo locale romano. Ora si aggiunge quest'ultima pesante accusa nell'inchiesta legata al caso Report-Ranucci.
Attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, indagato anche l’imprenditore salernitano Valter Lavitola: sarebbe il mandante
L'ex giornalista e imprenditore di Salerno, Valter Lavitola, è sotto inchiesta insieme ad un'altra persona per il presunto ruolo di mandante nell'attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre. Secondo quanto riportato dal sito rainews.it, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni su indicazione dei procuratori della direzione distrettuale antimafia, sequestrando computer e cellulare. Attualmente, le prove sono ancora in fase di valutazione e non sono state richieste misure cautelari.Per l'esplosione dell'ordigno avvenuta davanti alla casa del conduttore e autore di Report, martedì scorso sono già state applicate quattro misure cautelari contro tre uomini e una donna considerati gli esecutori materiali. A loro sono imputati reati come detenzione, porto e uso di ordigni esplosivi in luogo pubblico, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'uso di modalità mafiose. A questi reati ora si aggiunge anche la complicità di Lavitola.
L'imprenditore salernitano, ex direttore del giornale Avanti, ha già avuto precedenti giudiziari, tra cui il caso della casa di Montecarlo, una latitanza nel 2011, accuse di corruzione internazionale e frodi sui fondi pubblici, la "compravendita di senatori", oltre a una condanna a 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.
Dopo questi eventi, Lavitola ha intrapreso una nuova attività nel settore della ristorazione, aprendo e gestendo un rinomato ristorante di pesce nel quartiere Monteverde a Roma. Nel 2023, il quotidiano Il Riformista pubblicò una foto che lo ritraeva insieme a Ranucci nel suo locale romano. Ora si aggiunge quest'ultima pesante accusa nell'inchiesta legata al caso Report-Ranucci.

