Vallo della Lucania si prepara a un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea, con un progetto che mira a rigenerare cinque spazi urbani, includendo anche le frazioni del territorio comunale.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione guidata dal sindaco Sansone, avvierà a breve la pubblicazione di un avviso pubblico rivolto ad artisti contemporanei provenienti dall’Italia e dall’estero.
Le opere saranno articolate in cinque filoni tematici. Il primo esplora il Mediterraneo come crocevia di civiltà e scambi millenari; il secondo racconta le ferite contemporanee, tra conflitti, migrazioni e crisi umanitarie.
Un terzo filone propone un nuovo umanesimo basato su dignità, cooperazione e pace, mentre il quarto si concentra sulla città come soglia simbolica verso nuovi orizzonti. L’ultimo tema valorizza l’identità vallese, con un’attenzione particolare al Santo Patrono, interpretato come simbolo di continuità culturale e ponte tra spiritualità e tradizioni del Mediterraneo.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione guidata dal sindaco Sansone, avvierà a breve la pubblicazione di un avviso pubblico rivolto ad artisti contemporanei provenienti dall’Italia e dall’estero.
Vallo della Lucania, l’arte contemporanea trasforma la città
Il programma, denominato “Propilei Mediterranei – Raccontare la Speranza”, prevede la realizzazione di opere site-specific, ciascuna dedicata a un luogo differente della città e dei suoi dintorni. L’idea centrale coniuga due valori guida: il Mediterraneo, inteso come spazio di incontro culturale, memoria e scambi storici, e la speranza, considerata energia collettiva in grado di orientare il futuro della comunità.Le opere saranno articolate in cinque filoni tematici. Il primo esplora il Mediterraneo come crocevia di civiltà e scambi millenari; il secondo racconta le ferite contemporanee, tra conflitti, migrazioni e crisi umanitarie.
Un terzo filone propone un nuovo umanesimo basato su dignità, cooperazione e pace, mentre il quarto si concentra sulla città come soglia simbolica verso nuovi orizzonti. L’ultimo tema valorizza l’identità vallese, con un’attenzione particolare al Santo Patrono, interpretato come simbolo di continuità culturale e ponte tra spiritualità e tradizioni del Mediterraneo.

