Il Comitato Beni Comuni (CoBeCo) ha ufficialmente lanciato un guanto di sfida ai cinque aspiranti alla fascia tricolore di Cava de' Tirreni.
Al centro dell'iniziativa c'è la sottoscrizione del "Codice etico dell'amministratore comunale", un documento che punta a blindare l'attività amministrativa contro i rischi di corruzione e condizionamenti esterni, promuovendo una cultura della lealtà e dell'onestà assoluta all'interno del Palazzo di Città come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Oltre al fronte dell'integrità morale, il CoBeCo – realtà civica attiva da un triennio sul territorio metelliano – ha in programma una serie di confronti serrati con i candidati per discutere della salvaguardia del patrimonio comunale. La richiesta è chiara: bloccare le alienazioni dei beni pubblici e puntare sulla loro valorizzazione attraverso forme di gestione condivisa tra residenti e istituzioni.
L'obiettivo del comitato è quello di assicurarsi che il futuro sindaco di Cava de' Tirreni si faccia garante della cura dei beni collettivi, trasformandoli in una risorsa sociale protetta e fruibile da tutta la comunità.
Al centro dell'iniziativa c'è la sottoscrizione del "Codice etico dell'amministratore comunale", un documento che punta a blindare l'attività amministrativa contro i rischi di corruzione e condizionamenti esterni, promuovendo una cultura della lealtà e dell'onestà assoluta all'interno del Palazzo di Città come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
A Cava de' Tirreni nasce la sfida del "Codice Etico"
L'adesione a questo protocollo non è un semplice atto formale: chi firma si impegna solennemente a gestire la cosa pubblica con totale imparzialità, garantendo ai cittadini il massimo accesso alle informazioni e respingendo ogni forma di pressione indebita. Il Codice mira inoltre a ristabilire un clima di rispetto istituzionale, bandendo linguaggi aggressivi e comportamenti volti a ottenere privilegi personali. Il primo a raccogliere l'appello è stato il candidato Eugenio Canora, che ha già siglato il documento; nei prossimi giorni la proposta sarà estesa anche a Giancarlo Accarino, Raffaele Giordano, Armando Lamberti e Luigi Petrone.Oltre al fronte dell'integrità morale, il CoBeCo – realtà civica attiva da un triennio sul territorio metelliano – ha in programma una serie di confronti serrati con i candidati per discutere della salvaguardia del patrimonio comunale. La richiesta è chiara: bloccare le alienazioni dei beni pubblici e puntare sulla loro valorizzazione attraverso forme di gestione condivisa tra residenti e istituzioni.
L'obiettivo del comitato è quello di assicurarsi che il futuro sindaco di Cava de' Tirreni si faccia garante della cura dei beni collettivi, trasformandoli in una risorsa sociale protetta e fruibile da tutta la comunità.

