Si apre una nuova fase giudiziaria nell’inchiesta sul traffico di stupefacenti che collega la Basilicata alla provincia di Salerno. Sono 29 le persone rinviate a giudizio con rito immediato, su disposizione del Gip di Potenza, dopo la richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
Il secondo gruppo sarebbe invece riconducibile a Vincenzo Zullo, 44 anni, già detenuto e ritenuto dagli investigatori figura di riferimento nella gestione del traffico, anche dall’interno del carcere.
Il quadro accusatorio è particolarmente ampio. Gli imputati devono rispondere di numerosi reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina e hashish, movimentate tra Campania, Basilicata e Puglia.
Secondo l’accusa, la rete criminale si sarebbe avvalsa di basi logistiche come bar e circoli privati, oltre al supporto di diversi complici sul territorio. Per il gruppo guidato dal giovane cavese viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Tra le persone coinvolte nell’indagine figurano anche sette minorenni, per i quali procederà la competente autorità giudiziaria.
A far scattare le indagini sarebbe stata la denuncia pubblica sui social da parte di un minorenne, che temeva ritorsioni dopo aver rifiutato di entrare nel giro dello spaccio. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi di spaccio, ma anche aggressioni e pestaggi legati alle dinamiche del traffico illecito. Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
Traffico di droga tra la Basilicata e il Salernitano: 29 imputati a processo
Come riportato da Il Mattino le indagini, avviate e sviluppate negli ultimi due anni, hanno fatto emergere un articolato sistema di spaccio. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione si articolava in due distinti gruppi. Il primo, guidato da un 21enne originario di Cava de’ Tirreni, Antonio Bisogno, operava con una rete ben radicata nel territorio di Ferrandina, in provincia di Matera.Il secondo gruppo sarebbe invece riconducibile a Vincenzo Zullo, 44 anni, già detenuto e ritenuto dagli investigatori figura di riferimento nella gestione del traffico, anche dall’interno del carcere.
Il quadro accusatorio è particolarmente ampio. Gli imputati devono rispondere di numerosi reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina e hashish, movimentate tra Campania, Basilicata e Puglia.
Secondo l’accusa, la rete criminale si sarebbe avvalsa di basi logistiche come bar e circoli privati, oltre al supporto di diversi complici sul territorio. Per il gruppo guidato dal giovane cavese viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Tra le persone coinvolte nell’indagine figurano anche sette minorenni, per i quali procederà la competente autorità giudiziaria.
Le origini dell’indagine
Le attività investigative hanno documentato una struttura organizzata e diffusa, con soggetti provenienti non solo dal Salernitano, ma anche dalla Basilicata e dalla Puglia. L’inchiesta ha preso avvio nel marzo 2023.A far scattare le indagini sarebbe stata la denuncia pubblica sui social da parte di un minorenne, che temeva ritorsioni dopo aver rifiutato di entrare nel giro dello spaccio. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi di spaccio, ma anche aggressioni e pestaggi legati alle dinamiche del traffico illecito. Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

