La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Salerno nei confronti di un professionista e politico di Torchiara coinvolto in una inchiesta su presunti illeciti legati ai fondi europei destinati al settore agricolo.
Truffa fondi UE a Torchiara: dichiarato inammissibile il ricorso della Procura
Come riportato da InfoCilento l’indagine risale al maggio dello scorso anno, quando i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli eseguirono un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 1,4 milioni di euro. Il provvedimento riguardava 14 persone su un totale di 41 indagati. Tra questi anche un professionista cilentano, ritenuto dagli inquirenti tra i presunti promotori del sistema.
Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea, reati contro la pubblica amministrazione e falso. Secondo l’ipotesi investigativa, l’organizzazione si sarebbe avvalsa della collaborazione di pubblici ufficiali e professionisti per ottenere indebitamente finanziamenti destinati allo sviluppo delle aree rurali.
Le domande di accesso ai fondi sarebbero state presentate sulla base di documentazione non corrispondente al vero. Dalle intercettazioni sarebbe inoltre emersa l’esistenza di una presunta “tariffa” pari al 10% dei contributi ottenuti.
Le misure cautelari
Nei confronti del professionista di Torchiara erano già state disposte misure cautelari, tra cui la sospensione dai pubblici uffici e dall’attività di commercialista. I provvedimenti erano legati al presunto ruolo di promotore e organizzatore del sistema, oltre a episodi contestati di corruzione, truffa e falso.
La Procura aveva impugnato la decisione del Tribunale di Salerno, che in precedenza aveva escluso la gravità indiziaria per alcuni episodi di corruzione. Il ricorso verteva sulla valutazione degli indizi e sul calcolo della prescrizione, che secondo l’accusa avrebbe dovuto decorrere dal momento del pagamento e non dall’accordo illecito. La Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse.

