La Terra sta accumulando troppo calore: un aumento di quasi 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale nel 2025. Questo allarme emerge dal rapporto "Indicators of Global Climate Change (Igcc)", pubblicato sulla rivista Earth System Science Data.
Uno dei punti chiave dell'analisi riguarda il crescente squilibrio energetico terrestre, risultato delle attività umane che intensificano l'accumulo di calore nell'atmosfera attraverso emissioni record di gas serra. Senza l'intervento umano, il riscaldamento sarebbe praticamente nullo. Questo squilibrio sta innescando cambiamenti significativi in tutto il sistema climatico: dallo scioglimento del permafrost all'aumento del livello del mare, che dal 1901 è cresciuto di 23 centimetri, con un ritmo attuale di 1,8 millimetri all'anno.
La situazione appare particolarmente critica anche in termini di emissioni di CO2: per mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5 gradi, resta un margine di emissione di soli 130 miliardi di tonnellate di CO2. Tuttavia, a causa degli elevati livelli attuali di emissione, questa quantità potrebbe essere esaurita entro appena tre anni.
Karina Von Schuckmann, senior advisor presso il Mercator Ocean International, ha sottolineato che l'accelerazione dello squilibrio energetico terrestre sta provocando effetti devastanti su diverse componenti del sistema climatico, tra cui il riscaldamento degli oceani e dei continenti, lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento del livello marino.
I dati riportati nel documento evidenziano inoltre che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. Secondo Samantha Burgess, stratega climatica presso il Copernicus Climate Change Service dell'Ecmwf, la variabilità naturale del sistema climatico ha avuto un impatto minimo sulle temperature globali dell'anno scorso rispetto a quelle causate dalle attività umane. Burgess ha anche aggiunto che gli effetti del cambiamento climatico stanno già danneggiando gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza a livello globale, con il rischio che questi impatti si intensifichino ulteriormente nei prossimi anni.
La Terra sta accumulando troppo calore: un aumento di quasi 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale nel 2025
La Terra sta accumulando calore a ritmi preoccupanti: le temperature globali hanno registrato un aumento di 1,37 gradi rispetto all'era preindustriale nel 2025, avvicinandosi sempre più alla soglia critica di 1,5 gradi. Questo allarme emerge dal rapporto "Indicators of Global Climate Change (Igcc)", pubblicato sulla rivista Earth System Science Data. Il documento è stato redatto da un team internazionale composto da oltre 70 scienziati, rappresentanti di 56 istituzioni in 17 paesi, su incarico della Commissione europea.Uno dei punti chiave dell'analisi riguarda il crescente squilibrio energetico terrestre, risultato delle attività umane che intensificano l'accumulo di calore nell'atmosfera attraverso emissioni record di gas serra. Senza l'intervento umano, il riscaldamento sarebbe praticamente nullo. Questo squilibrio sta innescando cambiamenti significativi in tutto il sistema climatico: dallo scioglimento del permafrost all'aumento del livello del mare, che dal 1901 è cresciuto di 23 centimetri, con un ritmo attuale di 1,8 millimetri all'anno.
La situazione appare particolarmente critica anche in termini di emissioni di CO2: per mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5 gradi, resta un margine di emissione di soli 130 miliardi di tonnellate di CO2. Tuttavia, a causa degli elevati livelli attuali di emissione, questa quantità potrebbe essere esaurita entro appena tre anni.
Karina Von Schuckmann, senior advisor presso il Mercator Ocean International, ha sottolineato che l'accelerazione dello squilibrio energetico terrestre sta provocando effetti devastanti su diverse componenti del sistema climatico, tra cui il riscaldamento degli oceani e dei continenti, lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento del livello marino.
I dati riportati nel documento evidenziano inoltre che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. Secondo Samantha Burgess, stratega climatica presso il Copernicus Climate Change Service dell'Ecmwf, la variabilità naturale del sistema climatico ha avuto un impatto minimo sulle temperature globali dell'anno scorso rispetto a quelle causate dalle attività umane. Burgess ha anche aggiunto che gli effetti del cambiamento climatico stanno già danneggiando gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza a livello globale, con il rischio che questi impatti si intensifichino ulteriormente nei prossimi anni.

