Le nuove restrizioni al traffico pesante introdotte lungo la rete viaria della Costiera Amalfitana rischiano di paralizzare il trasporto pubblico locale nel pieno della stagione estiva.
L'allarme è stato lanciato congiuntamente dalle segreterie della Fit Cisl Campania e della Fit Cisl Salerno, preoccupate per le pesanti ripercussioni sulla mobilità di residenti, lavoratori e flussi turistici in seguito alle ordinanze della Provincia di Salerno. I provvedimenti in questione impongono il divieto assoluto di transito ai veicoli con massa superiore a 5 tonnellate lungo arterie fondamentali come la Sr 373 Ravello-Scala e la Sr 366 Agerolina.
«La sicurezza delle infrastrutture è un obiettivo irrinunciabile — dichiara Massimo Aversa, segretario generale della Fit Cisl Campania — ma non può tradursi nell’isolamento di interi territori e nella paralisi del trasporto pubblico».
Secondo la sigla di categoria, prima di imporre divieti generalizzati, gli enti proprietari avrebbero dovuto vagliare soluzioni alternative a minore impatto, come l'istituzione di rigidi limiti di velocità nei segmenti stradali più vulnerabili, capaci di coniugare la salvaguardia dell'asfalto con la continuità dei collegamenti essenziali.
Sulla stessa lunghezza d'onda si posiziona Diego Corace, segretario provinciale della Fit Cisl Salerno, il quale punta l'indice contro la gestione emergenziale della viabilità e rimarca l'urgenza di investimenti strutturali legati alla manutenzione e a una programmazione a lungo termine, fattori indispensabili per non mettere in ginocchio il comparto economico locale e centinaia di operatori del settore trasporti.
Per scongiurare il rischio di un progressivo isolamento dei comuni costieri, la Fit Cisl ha formalmente richiesto la convocazione di un tavolo di confronto urgente presso la Prefettura di Salerno, esteso a tutti gli enti competenti, per individuare una mediazione condivisa che riesca a garantire la sicurezza stradale senza compromettere il diritto costituzionale alla mobilità.
L'allarme è stato lanciato congiuntamente dalle segreterie della Fit Cisl Campania e della Fit Cisl Salerno, preoccupate per le pesanti ripercussioni sulla mobilità di residenti, lavoratori e flussi turistici in seguito alle ordinanze della Provincia di Salerno. I provvedimenti in questione impongono il divieto assoluto di transito ai veicoli con massa superiore a 5 tonnellate lungo arterie fondamentali come la Sr 373 Ravello-Scala e la Sr 366 Agerolina.
Stop ai bus in Costiera Amalfitana: l'allarme della Fit Cisl
Il sindacato, pur condividendo la necessità prioritaria di tutelare la sicurezza delle infrastrutture stradali, evidenzia come un blocco così drastico costringerà gli autobus di linea e il personale viaggiante a percorsi alternativi notevolmente più lunghi e tortuosi. Questo scenario comporterà inevitabili dilatazioni dei tempi di percorrenza e lo stravolgimento dei turni di servizio.«La sicurezza delle infrastrutture è un obiettivo irrinunciabile — dichiara Massimo Aversa, segretario generale della Fit Cisl Campania — ma non può tradursi nell’isolamento di interi territori e nella paralisi del trasporto pubblico».
Secondo la sigla di categoria, prima di imporre divieti generalizzati, gli enti proprietari avrebbero dovuto vagliare soluzioni alternative a minore impatto, come l'istituzione di rigidi limiti di velocità nei segmenti stradali più vulnerabili, capaci di coniugare la salvaguardia dell'asfalto con la continuità dei collegamenti essenziali.
Sulla stessa lunghezza d'onda si posiziona Diego Corace, segretario provinciale della Fit Cisl Salerno, il quale punta l'indice contro la gestione emergenziale della viabilità e rimarca l'urgenza di investimenti strutturali legati alla manutenzione e a una programmazione a lungo termine, fattori indispensabili per non mettere in ginocchio il comparto economico locale e centinaia di operatori del settore trasporti.
Per scongiurare il rischio di un progressivo isolamento dei comuni costieri, la Fit Cisl ha formalmente richiesto la convocazione di un tavolo di confronto urgente presso la Prefettura di Salerno, esteso a tutti gli enti competenti, per individuare una mediazione condivisa che riesca a garantire la sicurezza stradale senza compromettere il diritto costituzionale alla mobilità.

