Nelle carceri campane si registra un sovraffollamento di oltre 1.600 detenuti: Salerno in testa. Sono 2.490 i giovani presi in carico dagli Uffici del Servizio Sociale per i Minorenni..
Questi dati emergono dalla relazione sullo stato delle carceri per il 2025, pubblicata dal Garante regionale per le persone private della libertà, Samuele Ciambriello. "Non possiamo più parlare di emergenza carceraria, perché questa situazione dura ormai da oltre vent’anni" denuncia il Garante. "È indispensabile adottare più misure alternative alla detenzione e migliorare significativamente il trattamento rieducativo".
La relazione indica che attualmente si trovano nelle carceri campane 1.306 detenuti in attesa di giudizio e 5.834 con condanne definitive; tra questi ultimi, 900 devono scontare un anno di detenzione e 302 soltanto sei mesi. Nel solo 2025, sono stati registrati 21 decessi all’interno degli istituti penitenziari della regione, inclusi sei suicidi e uno presso la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) di San Nicola Baronia.
Un aspetto particolarmente critico riguarda i detenuti tossicodipendenti, che costituiscono il 27,15% del totale in Campania, a cui si aggiungono 482 persone affette da disturbi psichiatrici. Per quanto concerne i minori, nel corso dell’anno passato i tribunali hanno visto 21 adolescenti accusati di omicidio e altri 101 di tentato omicidio. Gli Uffici del Servizio Sociale per i Minorenni hanno attualmente in carico complessivamente 2.490 giovani, di cui 1.085 nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni e 1.405 tra i 18 e i 25 anni. Negli istituti penali minorili di Nisida e Airola sono reclusi 159 giovani, dei quali 143 minorenni.
"Che cosa sta facendo la politica per questi ragazzi?", si chiede polemicamente Ciambriello. Secondo il Garante, "il fenomeno della devianza minorile aumenta nelle aree segnate da fragilità familiare, perdita di centralità della scuola, povertà educativa, esclusione sociale, carenza di opportunità e normalizzazione della violenza". La sfida principale, sottolinea, resta quella di prevenire e accompagnare i giovani prima che imbocchino strade rischiose.
Il rapporto evidenzia anche la situazione delle donne detenute in Campania, che ad oggi sono 391, tra cui figurano 52 straniere. Infine, Ciambriello rivolge un appello ai vertici della Regione affinché si lavori per la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari e si potenzino i percorsi formativi all’interno delle carceri. "In Italia circa il 75% dei detenuti torna in carcere una volta scontata la pena – spiega – ma dobbiamo intervenire per aumentare quel 25% che riesce a reintegrarsi grazie al supporto dei percorsi educativi e dei volontari incontrati durante la reclusione".
In Campania, attualmente, sono 2.106 i detenuti impegnati in attività lavorative: tra questi, 1.955 svolgono mansioni all’interno del sistema penitenziario. Soltanto 202 persone hanno accesso al lavoro esterno e altre 174 si trovano in regime di semilibertà.
Sovraffollamento di oltre 1600 detenuti nelle carceri campane: Salerno in testa
Sono 7.826 i detenuti attualmente ospitati negli istituti penitenziari della Campania, un numero che supera di ben 1.653 persone la capienza regolamentare fissata a 6.173 posti. Tra le strutture più sovraffollate spicca la Casa circondariale di Salerno, che registra un indice di affollamento del 162%, seguita da Benevento (154%) e Napoli Poggioreale (134%).Questi dati emergono dalla relazione sullo stato delle carceri per il 2025, pubblicata dal Garante regionale per le persone private della libertà, Samuele Ciambriello. "Non possiamo più parlare di emergenza carceraria, perché questa situazione dura ormai da oltre vent’anni" denuncia il Garante. "È indispensabile adottare più misure alternative alla detenzione e migliorare significativamente il trattamento rieducativo".
La relazione indica che attualmente si trovano nelle carceri campane 1.306 detenuti in attesa di giudizio e 5.834 con condanne definitive; tra questi ultimi, 900 devono scontare un anno di detenzione e 302 soltanto sei mesi. Nel solo 2025, sono stati registrati 21 decessi all’interno degli istituti penitenziari della regione, inclusi sei suicidi e uno presso la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) di San Nicola Baronia.
Un aspetto particolarmente critico riguarda i detenuti tossicodipendenti, che costituiscono il 27,15% del totale in Campania, a cui si aggiungono 482 persone affette da disturbi psichiatrici. Per quanto concerne i minori, nel corso dell’anno passato i tribunali hanno visto 21 adolescenti accusati di omicidio e altri 101 di tentato omicidio. Gli Uffici del Servizio Sociale per i Minorenni hanno attualmente in carico complessivamente 2.490 giovani, di cui 1.085 nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni e 1.405 tra i 18 e i 25 anni. Negli istituti penali minorili di Nisida e Airola sono reclusi 159 giovani, dei quali 143 minorenni.
"Che cosa sta facendo la politica per questi ragazzi?", si chiede polemicamente Ciambriello. Secondo il Garante, "il fenomeno della devianza minorile aumenta nelle aree segnate da fragilità familiare, perdita di centralità della scuola, povertà educativa, esclusione sociale, carenza di opportunità e normalizzazione della violenza". La sfida principale, sottolinea, resta quella di prevenire e accompagnare i giovani prima che imbocchino strade rischiose.
Il rapporto evidenzia anche la situazione delle donne detenute in Campania, che ad oggi sono 391, tra cui figurano 52 straniere. Infine, Ciambriello rivolge un appello ai vertici della Regione affinché si lavori per la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari e si potenzino i percorsi formativi all’interno delle carceri. "In Italia circa il 75% dei detenuti torna in carcere una volta scontata la pena – spiega – ma dobbiamo intervenire per aumentare quel 25% che riesce a reintegrarsi grazie al supporto dei percorsi educativi e dei volontari incontrati durante la reclusione".
In Campania, attualmente, sono 2.106 i detenuti impegnati in attività lavorative: tra questi, 1.955 svolgono mansioni all’interno del sistema penitenziario. Soltanto 202 persone hanno accesso al lavoro esterno e altre 174 si trovano in regime di semilibertà.

