Secondo l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il sovradosaggio del paracetamolo, spesso associato a comportamenti impulsivi o a false convinzioni sulla sua sicurezza, rappresenta un problema emergente tra i più giovani.
L'Aifa ha indagato a partire da un preoccupante fenomeno europeo, connesso a sfide sui social media come TikTok, in cui gli adolescenti assumono quantità elevate di paracetamolo per testare i propri limiti o cercare inesistenti effetti psicotropi. Sebbene i recenti casi documentati siano stati registrati in Belgio e in altri paesi come Spagna, Svizzera, Regno Unito e Francia, in Italia il fenomeno della "social challenge" non sembra ancora diffuso.
Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell'Irccs Maugeri di Pavia, ha confermato che l’Italia, al momento, è esente da questa tendenza diffusa sulle piattaforme social. Tuttavia, i dati mostrano un altro scenario allarmante: dopo la pandemia, i casi di sovradosaggio intenzionale sono aumentati e restano su livelli significativi. Questi episodi sono spesso il risultato di gesti impulsivi o dimostrativi e derivano da una percezione errata del rischio legato a un farmaco comunemente utilizzato. Molti giovani non considerano pericoloso un prodotto disponibile senza ricetta e usato per trattare febbre e dolori comuni.
Nonostante la reputazione del paracetamolo come uno dei farmaci più sicuri e accessibili anche durante la gravidanza o raccomandato dall'OMS nella lista dei medicinali essenziali, il rischio di effetti gravi aumenta considerevolmente se si eccedono le dosi consigliate. Come sottolinea Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia, il sovradosaggio può causare danni irreversibili al fegato e rappresenta una delle principali cause di trapianto epatico, soprattutto nei più giovani.
Per prevenire incidenti, l'Aifa consiglia di rispettare rigorosamente le dosi indicate nel foglio illustrativo o dal medico curante, mantenere gli intervalli minimi tra una somministrazione e l’altra ed evitare l’uso simultaneo di più farmaci contenenti paracetamolo o altre sostanze epatotossiche. In caso di sospetto sovradosaggio, è cruciale contattare immediatamente un Centro Antiveleni o il pronto soccorso, anche in assenza di sintomi evidenti. Una risposta tempestiva può fare la differenza.
Infine, l’Aifa richiama al senso di responsabilità degli adulti. Genitori, educatori e figure di riferimento hanno il compito fondamentale di promuovere una corretta informazione sull’uso dei farmaci. Sensibilizzare i giovani sui rischi legati a un uso improprio richiede attenzione e comunicazione chiara da parte degli adulti, evitando però toni allarmistici che potrebbero essere controproducenti.
Paracetamolo, sovradosaggio tra gli adolescenti: l’allarme dell’Aifa
Dopo la pandemia, i casi di intossicazione intenzionale nella fascia di età compresa tra i 12 e i 17 anni continuano a preoccupare. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha analizzato i dati nazionali e lanciato un monito per sensibilizzare su un fenomeno in crescita. Secondo l’agenzia, l’uso improprio del paracetamolo, spesso associato a comportamenti impulsivi o a false convinzioni sulla sua sicurezza, rappresenta un problema emergente tra i più giovani.L'Aifa ha indagato a partire da un preoccupante fenomeno europeo, connesso a sfide sui social media come TikTok, in cui gli adolescenti assumono quantità elevate di paracetamolo per testare i propri limiti o cercare inesistenti effetti psicotropi. Sebbene i recenti casi documentati siano stati registrati in Belgio e in altri paesi come Spagna, Svizzera, Regno Unito e Francia, in Italia il fenomeno della "social challenge" non sembra ancora diffuso.
Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell'Irccs Maugeri di Pavia, ha confermato che l’Italia, al momento, è esente da questa tendenza diffusa sulle piattaforme social. Tuttavia, i dati mostrano un altro scenario allarmante: dopo la pandemia, i casi di sovradosaggio intenzionale sono aumentati e restano su livelli significativi. Questi episodi sono spesso il risultato di gesti impulsivi o dimostrativi e derivano da una percezione errata del rischio legato a un farmaco comunemente utilizzato. Molti giovani non considerano pericoloso un prodotto disponibile senza ricetta e usato per trattare febbre e dolori comuni.
Nonostante la reputazione del paracetamolo come uno dei farmaci più sicuri e accessibili anche durante la gravidanza o raccomandato dall'OMS nella lista dei medicinali essenziali, il rischio di effetti gravi aumenta considerevolmente se si eccedono le dosi consigliate. Come sottolinea Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia, il sovradosaggio può causare danni irreversibili al fegato e rappresenta una delle principali cause di trapianto epatico, soprattutto nei più giovani.
Per prevenire incidenti, l'Aifa consiglia di rispettare rigorosamente le dosi indicate nel foglio illustrativo o dal medico curante, mantenere gli intervalli minimi tra una somministrazione e l’altra ed evitare l’uso simultaneo di più farmaci contenenti paracetamolo o altre sostanze epatotossiche. In caso di sospetto sovradosaggio, è cruciale contattare immediatamente un Centro Antiveleni o il pronto soccorso, anche in assenza di sintomi evidenti. Una risposta tempestiva può fare la differenza.
Infine, l’Aifa richiama al senso di responsabilità degli adulti. Genitori, educatori e figure di riferimento hanno il compito fondamentale di promuovere una corretta informazione sull’uso dei farmaci. Sensibilizzare i giovani sui rischi legati a un uso improprio richiede attenzione e comunicazione chiara da parte degli adulti, evitando però toni allarmistici che potrebbero essere controproducenti.

