Nel cuore del Cilento sorgerà uno spazio pubblico dedicato alla memoria di San Giuseppe Moscati, figura simbolo della medicina e della solidarietà verso i più bisognosi. L’amministrazione comunale di Stio, guidata dal sindaco Giancarlo Trotta, ha deciso di intitolare il largo situato davanti al Palazzo Lettieri, in località Gorga di Stio, proprio al celebre “medico dei poveri”. La delibera approvata dalla Giunta comunale sarà ora trasmessa alla Prefettura di Salerno per l’autorizzazione definitiva.
Il legame tra Moscati e la comunità di Gorga
La decisione dell’amministrazione nasce dal forte legame storico tra San Giuseppe Moscati e il territorio cilentano.
Diversi documenti e testimonianze raccontano infatti della presenza del medico nel Cilento e, in particolare, dei suoi rapporti con la comunità di Gorga. Negli anni Venti del Novecento Moscati instaurò un rapporto di amicizia e collaborazione con Raffaele Lettieri, medico originario di Gorga.
Lettieri, figura di spicco nel panorama medico e politico dell’epoca, fu:
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sindaco di Stio
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deputato della Repubblica
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colonnello medico durante la Prima guerra mondiale
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direttore della cattedra di chirurgia del Policlinico universitario
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fondatore di diverse strutture sanitarie tra Napoli, Salerno e Vallo della Lucania
Fu proprio Lettieri a coinvolgere Moscati nelle visite periodiche presso l’ospedale di Vallo della Lucania, struttura sanitaria tra le più importanti del territorio in quel periodo.
Durante questi soggiorni, il futuro santo veniva spesso ospitato nel palazzo della famiglia Lettieri a Gorga.
Un medico che curava senza chiedere nulla
La fama di Moscati si diffuse rapidamente tra i cittadini del Cilento. Molti abitanti di Gorga e Vallo della Lucania furono tra i primi a sperimentare la sua straordinaria dedizione alla cura dei malati.
Il professore era conosciuto per la sua disponibilità verso i più poveri, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “medico dei poveri”.
Nato a Benevento nel 1880, Moscati si trasferì da bambino a Napoli, dove intraprese gli studi universitari in medicina. Dopo la laurea iniziò la sua attività professionale distinguendosi non solo per le competenze scientifiche, ma anche per l’attenzione verso chi non poteva permettersi cure mediche.
Parallelamente all’attività clinica portò avanti importanti studi di ricerca, ottenendo anche la libera docenza universitaria.
Dalla beatificazione alla canonizzazione
La vita di Giuseppe Moscati fu profondamente segnata dalla fede cristiana e dall’impegno costante verso gli ultimi. Morì improvvisamente a meno di quarant’anni a causa di un infarto. Le sue spoglie furono sepolte nella Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli.
Il riconoscimento della sua santità arrivò anni dopo:
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1975: beatificazione da parte di Papa Paolo VI
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1987: canonizzazione da parte di San Giovanni Paolo II
Con l’intitolazione del largo a Gorga, il Comune di Stio intende rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia della medicina e nella memoria del territorio cilentano.

