Il Tar di Salerno ha stabilito che le terapie per l’autismo, inserite nei livelli essenziali di assistenza, non possono essere ridotte attraverso automatismi burocratici o sulla base di semplici criteri anagrafici. I trattamenti, secondo i giudici amministrativi, devono essere sempre calibrati sulle reali necessità cliniche del paziente. La decisione - come riportato da SalernoToday - è arrivata dopo il ricorso presentato dai genitori di un ragazzo di 14 anni affetto da disturbo dello spettro autistico di livello due e da epilessia.
Salerno, terapie dimezzate ad un 14enne autistico: la sentenza del Tar
Il tribunale amministrativo ha annullato il provvedimento adottato dall’Asl di Salerno nel febbraio 2025. In coincidenza con il compimento dei 14 anni del ragazzo, l’azienda sanitaria aveva ridotto le terapie cognitivo-comportamentali con metodo ABA da 40 a 20 ore mensili. Contestualmente erano stati eliminati anche il supporto genitoriale e la supervisione clinica.
La riduzione delle terapie era stata disposta applicando parametri standard legati alle fasce di età, senza effettuare alcuna visita di controllo o valutazione clinica aggiornata. Accogliendo le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio (Ctu), il Tar ha ritenuto che una simile riduzione avrebbe potuto compromettere in modo grave il percorso di sviluppo del minore.
Terapie da ripristinare e nuova valutazione tra un anno
Con la sentenza i giudici hanno quindi ordinato all’Asl di ripristinare un programma terapeutico adeguato, stabilendo un pacchetto di 10 ore settimanali di assistenza diretta in diversi contesti di vita del ragazzo e 2 ore mensili di supervisione specialistica. L’azienda sanitaria è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali e dei costi relativi al consulente tecnico d’ufficio. Il tribunale ha anche stabilito che il paziente dovrà essere nuovamente valutato tra un anno attraverso test specifici.

