Il dibattito sulle politiche ambientali e sullo sviluppo urbanistico di Salerno si riaccende a seguito dell'affondo politico di Gianfranco Valiante, ex sindaco di Baronissi, che ha criticato apertamente la gestione del territorio e la progressiva cementificazione della città di fronte all'aggravarsi dell'emergenza climatica.
L'ex primo cittadino ha inoltre evidenziato un paradosso tra il recente annuncio del sindaco di Salerno circa il blocco di nuove edifiazioni e il quadro demografico cittadino, segnato da una flessione di circa 25mila residenti negli ultimi vent'anni.
Sollevando dubbi sulla reale matrice ecologica del provvedimento e ipotizzando piuttosto l'esaurimento degli spazi fisici edificabili, Valiante ha sollecitato un'immediata e radicale inversione di rotta nelle pianificazioni comunali, definendo prioritaria una ristrutturazione urbana orientata alla resilienza climatica, alla piantumazione e alla tutela della vivibilità degli spazi pubblici.
Salerno, polemica sull'urbanistica e il consumo di suolo
Secondo Valiante, il capoluogo salernitano starebbe procedendo in direzione opposta rispetto alle linee guida europee del depaving — la strategia volta alla rimozione dell'asfalto e delle superfici impermeabili per ripristinare aree verdi e mitigare le bolle di calore urbane —, privilegiando al contrario interventi ad alto impatto edilizio.L'ex primo cittadino ha inoltre evidenziato un paradosso tra il recente annuncio del sindaco di Salerno circa il blocco di nuove edifiazioni e il quadro demografico cittadino, segnato da una flessione di circa 25mila residenti negli ultimi vent'anni.
Sollevando dubbi sulla reale matrice ecologica del provvedimento e ipotizzando piuttosto l'esaurimento degli spazi fisici edificabili, Valiante ha sollecitato un'immediata e radicale inversione di rotta nelle pianificazioni comunali, definendo prioritaria una ristrutturazione urbana orientata alla resilienza climatica, alla piantumazione e alla tutela della vivibilità degli spazi pubblici.

