Il braccio di ferro sul futuro del porticciolo di Pastena è arrivato a una svolta romana: il Ministero dell'Ambiente ha ufficialmente congelato l'iter per il progetto "Marina di Pastena", esigendo dai costruttori prove concrete sulla reale utilità pubblica di un'opera che i residenti bollano come una speculazione per pochi come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'alleanza tra gli attivisti della Flotilla e i comitati di quartiere nasce dal rifiuto totale del piano di restyling presentato dagli imprenditori Ilardi. Il progetto punta a cancellare il vecchio approdo dei pescatori per fare spazio a un "Marina Urbano" d'élite, un hub turistico e commerciale da ben 450 posti barca. Le opere marittime prevedono un pesante impatto sul litorale, con moli di sopraflutto e sottoflutto radicati a terra, banchine e pontili galleggianti, supportati da un'area tecnica con travel-lift e persino una stazione di rifornimento carburante.
La trasformazione urbanistica, contro cui i cittadini hanno già depositato più di 2mila firme, andrebbe a privatizzare l'intero volto di Pastena. Nei piani privati, infatti, il borgo storico verrebbe stravolto da un nuovo albergo e da cottage in stile pagoda immersi nel verde con piscine di acqua marina, il tutto servito da un maxi-parcheggio da quasi 1.100 posti auto tra box privati e stalli a rotazione. I comitati, supportati da Italia Nostra, chiedono ora al prossimo sindaco un intervento immediato sul Puc per blindare definitivamente il vincolo paesaggistico che dal 1957 protegge quest'area della zona orientale, accusando la Soprintendenza di aver concesso un parere favorevole che scavalca la storia e l'identità della comunità.
Salerno, la Flotilla pro-Pal si schiera con il borgo sul porticciolo
La decisione del dicastero ha rinvigorito la protesta del quartiere, culminata in un'assemblea pubblica sul molo dove la resistenza locale ha incassato l'appoggio internazionale dell'equipaggio pro-Palestina della "Ghassan Kanafani", imbarcazione della Freedom Flotilla attraccata a Salerno, che ha voluto unire la lotta globale contro ogni forma di occupazione territoriale alla difesa del litorale salernitano.L'alleanza tra gli attivisti della Flotilla e i comitati di quartiere nasce dal rifiuto totale del piano di restyling presentato dagli imprenditori Ilardi. Il progetto punta a cancellare il vecchio approdo dei pescatori per fare spazio a un "Marina Urbano" d'élite, un hub turistico e commerciale da ben 450 posti barca. Le opere marittime prevedono un pesante impatto sul litorale, con moli di sopraflutto e sottoflutto radicati a terra, banchine e pontili galleggianti, supportati da un'area tecnica con travel-lift e persino una stazione di rifornimento carburante.
La trasformazione urbanistica, contro cui i cittadini hanno già depositato più di 2mila firme, andrebbe a privatizzare l'intero volto di Pastena. Nei piani privati, infatti, il borgo storico verrebbe stravolto da un nuovo albergo e da cottage in stile pagoda immersi nel verde con piscine di acqua marina, il tutto servito da un maxi-parcheggio da quasi 1.100 posti auto tra box privati e stalli a rotazione. I comitati, supportati da Italia Nostra, chiedono ora al prossimo sindaco un intervento immediato sul Puc per blindare definitivamente il vincolo paesaggistico che dal 1957 protegge quest'area della zona orientale, accusando la Soprintendenza di aver concesso un parere favorevole che scavalca la storia e l'identità della comunità.

