L’ex sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, rompe il silenzio dopo le dimissioni e affida a una riflessione politica il senso della sua scelta. Una decisione che, chiarisce, non va letta come un passo indietro, ma come un atto di responsabilità maturato alla luce dei cambiamenti intervenuti negli equilibri politici e amministrativi. È quanto emerge da una intervista all'ex primo cittadino di Salerno pubblicata sull'edizione odierna de Il Mattino.
Salerno, l'ex sindaco rompe il silenzio: “Le dimissioni non sono state una resa”
Napoli rivendica il lavoro svolto alla guida del Comune, sottolineando di aver esercitato il mandato “al meglio” delle proprie possibilità e capacità, “con disciplina e onore”. L’ex primo cittadino ricorda il metodo seguito durante l’esperienza amministrativa: un lavoro di squadra con assessori, consiglieri, dirigenti, funzionari e dipendenti comunali.
Secondo Napoli, l’azione amministrativa si è fondata su confronto, collegialità, analisi della realtà e condivisione delle scelte. Nella sua riflessione richiama anche il rapporto con la comunità dei militanti democratici, definita l’unica nella quale, “nell’età del disincanto”, riesce ancora a riconoscersi.
Le ragioni delle dimissioni
L’ex sindaco spiega che, a un certo punto, si sono determinate modifiche sostanziali negli assetti politici e amministrativi. Da qui la scelta di lasciare l’incarico e restituire la parola ai cittadini. Una decisione che Napoli definisce “non una resa”, ma un gesto “autenticamente e consapevolmente democratico”.
Il sostegno a Vincenzo De Luca
Napoli annuncia anche il proprio sostegno al candidato sindaco Vincenzo De Luca. Nella sua scelta elettorale, anticipa, voterà “una donna e un giovane”, auspicando che nuove sensibilità possano unirsi all’esperienza politica e amministrativa del candidato sindaco.
Lo sguardo sui giovani
Una parte centrale della riflessione riguarda proprio le nuove generazioni. Napoli riconosce quanto sia oggi difficile essere giovani. A Salerno, osserva, molti giovani consapevoli si sono impegnati sul piano culturale e operativo per dare voce ai ragazzi, sperimentando forme associative originali e portando energie nuove nella vita cittadina.
Secondo l’ex sindaco, i giovani possiedono capacità e strumenti che alla sua generazione sono preclusi. Napoli arriva a riconoscere che la sua generazione forse non ha più “il linguaggio, né la sintassi” per comprendere e descrivere pienamente la contemporaneità. Le parole di Enzo Napoli consegnano dunque una lettura politica delle dimissioni e del passaggio elettorale in corso.

