L’Azienda ospedaliera Ruggi di Salerno lavora al rientro nelle attività assistenziali del personale sanitario impiegato negli uffici e nei servizi amministrativi. La questione riguarda infermieri, operatori socio sanitari e tecnici che, pur avendo lasciato le corsie, avrebbero continuato a percepire indennità collegate alla presenza nei reparti.
Ruggi di Salerno, personale sanitario negli uffici: l’Azienda valuta il rientro nei reparti
Come riportato dall'edizione odierna de La Città dallo scorso aprile l’Azienda ha disposto lo stop alle indennità riconosciute al personale sanitario passato dalle attività di reparto a mansioni amministrative o di staff.
Il provvedimento nasce dalla verifica sulla corretta applicazione degli indennizzi contrattuali, generalmente legati allo svolgimento di attività assistenziale nei reparti. Secondo quanto emerso, alcuni professionisti avrebbero continuato a ricevere gli stessi trattamenti accessori dei colleghi impegnati direttamente nelle corsie.
L’indagine interna avviata al Ruggi
La verifica era stata avviata dall’ex direttore generale facente funzioni Sergio Russo. A febbraio scorso è stato istituito un gruppo di lavoro incaricato di controllare la corretta applicazione delle indennità contrattuali e dei trattamenti accessori nel quinquennio 2021-2025.
Il monitoraggio si è concentrato in particolare sul personale sanitario assegnato stabilmente a uffici tecnici e amministrativi. Il gruppo ha definito criteri di verifica sulla legittimità delle indennità e degli straordinari.
Braccio di ferro con i sindacati
La vicenda ha aperto un confronto tra l’Azienda di via San Leonardo e i rappresentanti dei lavoratori. In particolare, la Cisl chiede di rivalutare i criteri utilizzati per individuare il personale che, secondo l’Azienda, avrebbe svolto attività improprie negli uffici e dovrebbe tornare nei reparti.
Dalle verifiche sarebbe emerso che gran parte del personale interessato risulta pienamente idoneo allo svolgimento delle mansioni proprie del profilo professionale di appartenenza. Altre unità, invece, presenterebbero limitazioni funzionali o idoneità parziali. La questione sarà ora sul tavolo del nuovo direttore generale Nicola Cantone, appena nominato dalla Regione.

