L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ruggi d'Aragona ha formalizzato la costituzione di parte civile nel procedimento giudiziario relativo alla morte di Umberto Maddolo, il paziente deceduto sotto le cure del cardiochirurgo Enrico Coscioni, già responsabile della “Torre Cardiologica” e figura di rilievo della sanità regionale. Il processo si svolgerà nei prossimi giorni presso il Tribunale di Salerno.
Il procedimento non riguarda unicamente l’esito tragico dell’intervento, ma è collegato alla contestazione di falso ideologico mossa a Coscioni. Secondo la direzione strategica dell’Azienda, la presunta condotta avrebbe potuto arrecare un grave danno d’immagine al Ruggi, giustificando un intervento diretto nel procedimento giudiziario.
L’iter si è intensificato dopo che il 26 gennaio il dg Russo aveva richiesto approfondimenti agli uffici competenti, tra cui l’Ufficio procedimenti disciplinari, per valutare eventuali implicazioni interne. Pur in assenza di precedenti sanzioni disciplinari nei confronti del medico, la ricezione del decreto di giudizio ha spinto l’Azienda a costituirsi parte civile, con l’obiettivo di garantire tutela istituzionale e monitorare l’accertamento della verità sui fatti contestati.
Ruggi si costituisce parte civile nel processo per la morte di Umberto Maddolo
La decisione è stata ufficializzata tramite delibera del direttore generale facente funzioni, Sergio Russo, che ha conferito mandato speciale all’avvocato Raffaele Miele per rappresentare l’Azienda in aula. La scelta mira a tutelare l’immagine istituzionale del Ruggi e a vigilare sul corretto svolgimento del processo, considerate le possibili ripercussioni di natura reputazionale.Il procedimento non riguarda unicamente l’esito tragico dell’intervento, ma è collegato alla contestazione di falso ideologico mossa a Coscioni. Secondo la direzione strategica dell’Azienda, la presunta condotta avrebbe potuto arrecare un grave danno d’immagine al Ruggi, giustificando un intervento diretto nel procedimento giudiziario.
L’iter si è intensificato dopo che il 26 gennaio il dg Russo aveva richiesto approfondimenti agli uffici competenti, tra cui l’Ufficio procedimenti disciplinari, per valutare eventuali implicazioni interne. Pur in assenza di precedenti sanzioni disciplinari nei confronti del medico, la ricezione del decreto di giudizio ha spinto l’Azienda a costituirsi parte civile, con l’obiettivo di garantire tutela istituzionale e monitorare l’accertamento della verità sui fatti contestati.

