Ha avuto luogo nella suggestiva cornice di Palazzo Valentini la cerimonia per la terza edizione del Premio Nazionale Segni di Pace: è stato assegnato alla scrittrice di Battipaglia Laura Russo.
Tra i partecipanti spiccavano figure di rilievo nazionale e internazionale, come il Commendator Michele Grillo, Consigliere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Ambasciatore della Repubblica di San Marino in Brasile Filippo Francini, l'ex Ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza di Haiti Eve Jean Baptiste Brown, oltre a delegazioni ufficiali provenienti da Haiti, Pakistan, India, Regno Unito, Svizzera, Argentina, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Mali.
Tra le personalità premiate, selezionate con cura tra centinaia di candidati da più di settanta Paesi, un nome si è distinto per rappresentare con orgoglio il territorio italiano: Laura Russo. La scrittrice battipagliese è stata riconosciuta come uno dei "Segni di Pace" nel mondo dopo un'attenta valutazione da parte della commissione scientifica del premio. Un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera ma soprattutto una visione concreta: l'idea che arte, creatività e azioni tangibili siano strumenti fondamentali per costruire un futuro più inclusivo.
Per Laura Russo, giornalista e scrittrice, questo prestigioso traguardo rappresenta la consacrazione di un percorso improntato sulla dedizione silenziosa e sull'attenzione costante verso il prossimo. Le motivazioni del premio sottolineano come il suo lavoro sia stato capace di tradurre le parole in valori pratici e come la sua attività abbia saputo emergere in un contesto internazionale di grande competizione. Un'ulteriore dimostrazione che attraverso l'impegno sociale e la forza dell'arte si possano edificare ponti autentici per una diplomazia concreta e costruttiva.
Battipaglia, Premio Nazionale "Segni di Pace" assegnato alla scrittrice Laura Russo
Ha avuto luogo nella suggestiva cornice di Palazzo Valentini la cerimonia per la terza edizione del Premio Nazionale Segni di Pace. Organizzato sotto l'egida della Cattedra della Pace e patrocinato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, l'evento ha messo in luce coloro che, con il loro impegno quotidiano, costruiscono ponti laddove spesso si ergono muri. Guidata dal Dottor Renato Ongania e sostenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la manifestazione si è svolta alla presenza di autorità capitoline e figure accademiche di rilievo. Durante la cerimonia sono stati presentati emozionanti video che documentavano progetti a carattere sociale, educativo e umanitario.Tra i partecipanti spiccavano figure di rilievo nazionale e internazionale, come il Commendator Michele Grillo, Consigliere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Ambasciatore della Repubblica di San Marino in Brasile Filippo Francini, l'ex Ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza di Haiti Eve Jean Baptiste Brown, oltre a delegazioni ufficiali provenienti da Haiti, Pakistan, India, Regno Unito, Svizzera, Argentina, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Mali.
Tra le personalità premiate, selezionate con cura tra centinaia di candidati da più di settanta Paesi, un nome si è distinto per rappresentare con orgoglio il territorio italiano: Laura Russo. La scrittrice battipagliese è stata riconosciuta come uno dei "Segni di Pace" nel mondo dopo un'attenta valutazione da parte della commissione scientifica del premio. Un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera ma soprattutto una visione concreta: l'idea che arte, creatività e azioni tangibili siano strumenti fondamentali per costruire un futuro più inclusivo.
Per Laura Russo, giornalista e scrittrice, questo prestigioso traguardo rappresenta la consacrazione di un percorso improntato sulla dedizione silenziosa e sull'attenzione costante verso il prossimo. Le motivazioni del premio sottolineano come il suo lavoro sia stato capace di tradurre le parole in valori pratici e come la sua attività abbia saputo emergere in un contesto internazionale di grande competizione. Un'ulteriore dimostrazione che attraverso l'impegno sociale e la forza dell'arte si possano edificare ponti autentici per una diplomazia concreta e costruttiva.

