Il ritorno a scuola prende il via dalle assegnazioni annuali in provincia di Salerno: sono 932 i docenti precari confermati in servizio fino al 30 giugno 2027. Il provvedimento firmato dalla dirigente Zamboli riguarda gli studenti con esigenze educative specifiche. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Per molte famiglie l'avvio del nuovo anno scolastico non sarà quindi accompagnato dal timore di dover affrontare un nuovo cambio di insegnante. Ritrovare la stessa figura educativa vuol dire mantenere un punto di riferimento che conosce già le caratteristiche dell'alunno, il Piano educativo individualizzato, gli strumenti didattici utilizzati e le dinamiche consolidate all'interno della classe. Soprattutto, permette di evitare che ogni settembre si debbano ricostruire da zero rapporti di fiducia, comunicazione e organizzazione del lavoro.
La procedura è prevista dall'articolo 13 dell'ordinanza ministeriale 27 del 2026. Si tratta di una delle linee sulle quali si concentra l'azione del Ministero dell'Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara, con l'obiettivo di affiancare alle politiche di reclutamento una maggiore continuità nelle relazioni educative, particolarmente importante nei percorsi di inclusione, dove la conoscenza reciproca maturata nel tempo tra docente e studente può incidere sulla qualità dell'intervento.
Le 932 conferme rappresentano soltanto la prima fase del più ampio piano per le supplenze dell'anno scolastico 2026/2027. Successivamente arriveranno gli altri incarichi annuali e le assegnazioni relative alle diverse discipline. La decisione di aprire la procedura dal sostegno evidenzia però l'attenzione riservata agli studenti più vulnerabili.
La macchina organizzativa entra così nella fase operativa, mentre dirigenti scolastici e personale amministrativo lavorano alla definizione di classi, orari e servizi in vista dell'apertura degli istituti.
Accanto al dato relativo alle nomine annuali emerge inoltre un altro segnale incoraggiante per la ripartenza: i risultati sulle competenze e sugli apprendimenti elaborati tra luglio e agosto dal Ministero e dall'Invalsi. I numeri descrivono una Campania che sta migliorando sul fronte sia della dispersione scolastica esplicita sia di quella implicita.
Nel biennio delle scuole superiori, la percentuale regionale scende al 9,28%, rispetto all'11,49% registrato nel 2022, raggiungendo così un valore già inferiore all'obiettivo del 10,2% fissato dal Pnrr. In provincia di Salerno il dato si ferma al 6,90%, il secondo risultato migliore della Campania dopo quello di Avellino, al 5,86%. Per il territorio salernitano si tratta di una conferma della capacità sempre maggiore degli istituti di mantenere gli adolescenti all'interno del percorso scolastico proprio nella fase in cui il rischio di abbandono è più elevato.
Alla diminuzione delle situazioni di difficoltà si aggiunge anche una crescita degli studenti che raggiungono risultati di eccellenza. Nel Salernitano il 9,7% degli alunni arriva ai livelli più alti di competenza, una quota superiore di otto decimi rispetto alla media campana, che si attesta all'8,9%. Solo Avellino fa meglio, raggiungendo il 10,2%.
La scuola salernitana si prepara dunque alla nuova ripartenza sulla base di tre elementi che delineano un quadro complessivamente positivo: la diminuzione della dispersione, l'aumento degli studenti collocati nelle fasce più alte degli apprendimenti e la conferma di 932 insegnanti di sostegno.
Garantito il ritorno in aula in provincia di Salerno: confermati 932 insegnanti precari
Il ritorno a scuola prende il via dalle assegnazioni annuali in provincia di Salerno. Prima che gli studenti tornino in aula, l'Ufficio scolastico territoriale affronta uno dei passaggi più importanti e delicati della complessa gestione delle supplenze: gli incarichi sul sostegno. Nelle scuole della provincia sono 932 i docenti precari confermati in servizio fino al 30 giugno 2027. Un numero significativo che, al di là degli aspetti burocratici legati ai contratti, risponde a un'esigenza educativa ben precisa: assicurare agli alunni con disabilità la continuità del percorso con l'insegnante che li ha seguiti fino a questo momento. Il primo atto della consueta corsa alle cattedre assume quindi una valenza particolare. I 932 supplenti non occuperanno semplicemente una delle posizioni disponibili, ma resteranno negli istituti nei quali hanno già prestato servizio, tornando a lavorare con gli stessi studenti, le famiglie e i team docenti con cui hanno sviluppato il percorso di inclusione.Il provvedimento
La decisione è stata adottata dall'Ambito territoriale di Salerno, diretto da Filomena Zamboli, e riguarda ogni livello scolastico. La quota maggiore interessa la scuola primaria, con 493 docenti confermati, pari al 52,9% del totale. Oltre la metà degli insegnanti, dunque, continuerà a operare nella fascia scolastica in cui la presenza stabile di una figura di riferimento può risultare determinante per lo sviluppo dell'autonomia, del linguaggio e delle competenze. Seguono le scuole superiori, con 188 supplenti, equivalenti al 20,2%; le medie, con 164 docenti, pari al 17,6%; e la scuola dell'infanzia, con 87 insegnanti, il 9,3%.Per molte famiglie l'avvio del nuovo anno scolastico non sarà quindi accompagnato dal timore di dover affrontare un nuovo cambio di insegnante. Ritrovare la stessa figura educativa vuol dire mantenere un punto di riferimento che conosce già le caratteristiche dell'alunno, il Piano educativo individualizzato, gli strumenti didattici utilizzati e le dinamiche consolidate all'interno della classe. Soprattutto, permette di evitare che ogni settembre si debbano ricostruire da zero rapporti di fiducia, comunicazione e organizzazione del lavoro.
La procedura è prevista dall'articolo 13 dell'ordinanza ministeriale 27 del 2026. Si tratta di una delle linee sulle quali si concentra l'azione del Ministero dell'Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara, con l'obiettivo di affiancare alle politiche di reclutamento una maggiore continuità nelle relazioni educative, particolarmente importante nei percorsi di inclusione, dove la conoscenza reciproca maturata nel tempo tra docente e studente può incidere sulla qualità dell'intervento.
Le 932 conferme rappresentano soltanto la prima fase del più ampio piano per le supplenze dell'anno scolastico 2026/2027. Successivamente arriveranno gli altri incarichi annuali e le assegnazioni relative alle diverse discipline. La decisione di aprire la procedura dal sostegno evidenzia però l'attenzione riservata agli studenti più vulnerabili.
La macchina organizzativa entra così nella fase operativa, mentre dirigenti scolastici e personale amministrativo lavorano alla definizione di classi, orari e servizi in vista dell'apertura degli istituti.
Accanto al dato relativo alle nomine annuali emerge inoltre un altro segnale incoraggiante per la ripartenza: i risultati sulle competenze e sugli apprendimenti elaborati tra luglio e agosto dal Ministero e dall'Invalsi. I numeri descrivono una Campania che sta migliorando sul fronte sia della dispersione scolastica esplicita sia di quella implicita.
Nel biennio delle scuole superiori, la percentuale regionale scende al 9,28%, rispetto all'11,49% registrato nel 2022, raggiungendo così un valore già inferiore all'obiettivo del 10,2% fissato dal Pnrr. In provincia di Salerno il dato si ferma al 6,90%, il secondo risultato migliore della Campania dopo quello di Avellino, al 5,86%. Per il territorio salernitano si tratta di una conferma della capacità sempre maggiore degli istituti di mantenere gli adolescenti all'interno del percorso scolastico proprio nella fase in cui il rischio di abbandono è più elevato.
Alla diminuzione delle situazioni di difficoltà si aggiunge anche una crescita degli studenti che raggiungono risultati di eccellenza. Nel Salernitano il 9,7% degli alunni arriva ai livelli più alti di competenza, una quota superiore di otto decimi rispetto alla media campana, che si attesta all'8,9%. Solo Avellino fa meglio, raggiungendo il 10,2%.
La scuola salernitana si prepara dunque alla nuova ripartenza sulla base di tre elementi che delineano un quadro complessivamente positivo: la diminuzione della dispersione, l'aumento degli studenti collocati nelle fasce più alte degli apprendimenti e la conferma di 932 insegnanti di sostegno.

