Domenica 13 settembre negli ambienti di Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare, durante la presentazione del volume “La vicina di Zeffirelli”, scritto da Gaia Zucchi, è emersa la figura più intima di Franco Zeffirelli.
Questo è il profilo delineato domenica 13 settembre negli ambienti di Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare, durante la presentazione del volume “La vicina di Zeffirelli”, scritto da Gaia Zucchi. All’appuntamento hanno partecipato l’autrice e la giornalista Maria Consiglia Izzo, che ha condotto la conversazione.
Attraverso le pagine del libro e le esperienze vissute accanto al Maestro, l’iniziativa ha consentito di superare l’immagine pubblica del grande personaggio per concentrarsi soprattutto sulla sua dimensione personale.
«La cosa che più mi ha sempre impressionato di Franco è stata la sua immensa disponibilità» ha spiegato Gaia Zucchi. «La sua generosità non riguardava soltanto gli aspetti materiali, ma soprattutto il modo in cui instaurava relazioni, metteva in comune ciò che possedeva e permetteva alle persone care di entrare nella sua casa e nel suo universo. Dietro una personalità così forte e riconoscibile si nascondeva una persona capace di attenzioni profonde e di comportamenti destinati a rimanere nel ricordo».
Tra gli elementi che aiutano maggiormente a comprendere il legame tra Zeffirelli e la Costiera Amalfitana c’è proprio la sua abitazione. Nella tanto amata Villa Treville di Positano, il regista non realizzò soltanto un luogo dove allontanarsi dalla vita professionale. Con il passare del tempo, la villa divenne quasi una sua personale creazione artistica, uno spazio nel quale si intrecciavano il senso della scenografia, la dimensione teatrale, la passione per le tonalità cromatiche, la ricerca della bellezza, il paesaggio mediterraneo e la capacità di dare agli ambienti un’identità narrativa.
I panorami sul mare, gli spazi verdi e le piante della macchia mediterranea, insieme a stoffe, mobili, opere d’arte e oggetti collezionati durante gli anni, contribuirono a costruire un ambiente nel quale risultava quasi impossibile distinguere la dimora dalla scenografia. In questo stile fortemente legato al Mediterraneo trovavano posto anche le ceramiche di Vietri, elemento che ha assunto un valore particolare durante l’appuntamento ospitato proprio a Vietri sul Mare.
A fare da cornice alla rievocazione della figura del Maestro è stato infatti Palazzo Suriano, edificio storico caratterizzato da numerosi elementi in comune con la residenza positanese di Zeffirelli. Si tratta di due luoghi con vicende e caratteristiche differenti, ma entrambi segnati dall’incontro tra costruzione architettonica, espressione artistica, vegetazione e ambiente mediterraneo. Anche Palazzo Suriano guarda verso il mare attraverso terrazze e balconi panoramici, circondati da agrumi e piante tipiche della zona, mentre gli spazi interni conservano pavimentazioni e decorazioni in ceramica vietrese, oltre ad affreschi e mobili d’epoca.
Un singolare collegamento tra Vietri e Positano, tra Palazzo Suriano e Villa Treville: due residenze della Costiera in cui la separazione tra architettura e ambiente naturale appare quasi annullata e il mare non è soltanto uno scenario da ammirare, ma diventa un elemento fondamentale dell’atmosfera e della percezione estetica.
D’altra parte, il rapporto di Zeffirelli con la Costiera era particolarmente profondo. Per il regista non si trattava semplicemente di uno dei territori più suggestivi del Paese, ma di un paesaggio dotato spontaneamente di quella dimensione scenografica che apparteneva al suo immaginario: centri abitati costruiti lungo i pendii, il mare come quinta naturale, terrazze, cupole, colori intensi e vegetazione. È quindi comprensibile la scelta di stabilire proprio qui uno degli spazi più intimi e significativi della sua vita.
Villa Treville, tuttavia, rappresentò anche un importante punto d’incontro culturale. La personalità di Zeffirelli e la vastissima rete di relazioni maturate nel mondo artistico e umano trasformarono progressivamente la residenza in un luogo internazionale di incontro per la cultura e lo spettacolo, frequentato da importanti protagonisti del Novecento.
«A Villa Treville poteva succedere di sedersi a tavola vicino a Maria Callas, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rudolf Nureyev o Liza Minnelli» ha raccontato Gaia Zucchi. «Io ero seduta accanto a loro e ciò che colpiva maggiormente era la straordinaria semplicità con cui tutto si svolgeva in quella casa. Non sembrava di avere davanti figure lontane e irraggiungibili: erano semplicemente amici di Franco, persone che arrivavano, prendevano posto a tavola, conversavano e ridevano. Anche questa era la particolarità di Villa Treville: riusciva a trasformare in qualcosa di normale e familiare un ambiente che, osservato dall’esterno, appariva eccezionale».
Anche il tema dell’accoglienza si collega direttamente alla generosità descritta da Gaia Zucchi. «Per Franco la casa non rappresentava un bene da custodire esclusivamente per sé», ha raccontato l’autrice. «Era uno spazio da abitare insieme agli altri e da mettere a disposizione. Penso che anche questo aspetto dica molto del suo carattere: amava circondarsi di persone, ospitarle e permettere loro di conoscere quel mondo che aveva creato».
Oltre alla straordinaria dimora, alle frequentazioni illustri e alla notorietà raggiunta in tutto il mondo, durante l’incontro di Vietri è emersa soprattutto la figura di Zeffirelli nella sua vita quotidiana. Il racconto di Gaia Zucchi ha contribuito a rendere più breve la distanza tra il Maestro conosciuto e celebrato a livello internazionale e l’uomo della vita di tutti i giorni. Lo stesso titolo del libro, “La vicina di Zeffirelli”, propone infatti un cambio di prospettiva: il celebre regista viene presentato come una persona del vicinato, concreta e vicina, con consuetudini, temperamento e legami affettivi.
La presentazione organizzata a Palazzo Suriano ha restituito quindi una visione di Zeffirelli nella quale dimensione artistica e sfera personale si intrecciano costantemente. La sua abitazione appare come una prosecuzione della sua identità creativa, mentre la bellezza non viene concepita come qualcosa da vivere individualmente, ma come un patrimonio da aprire agli altri e condividere.
Vietri sul Mare, altruismo e passione per la Costiera: il ritratto privato del maestro Franco Zeffirelli
Non solo il celebre autore cinematografico e teatrale, protagonista internazionale della lirica e dello spettacolo. Durante l’incontro è emersa anche la figura più intima di Franco Zeffirelli: un uomo disponibile, attento agli altri, capace di manifestazioni di profonda sensibilità e fortemente affezionato alla Costiera Amalfitana, al punto da fare della propria abitazione di Positano una rappresentazione autentica del suo mondo creativo.Questo è il profilo delineato domenica 13 settembre negli ambienti di Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare, durante la presentazione del volume “La vicina di Zeffirelli”, scritto da Gaia Zucchi. All’appuntamento hanno partecipato l’autrice e la giornalista Maria Consiglia Izzo, che ha condotto la conversazione.
Attraverso le pagine del libro e le esperienze vissute accanto al Maestro, l’iniziativa ha consentito di superare l’immagine pubblica del grande personaggio per concentrarsi soprattutto sulla sua dimensione personale.
«La cosa che più mi ha sempre impressionato di Franco è stata la sua immensa disponibilità» ha spiegato Gaia Zucchi. «La sua generosità non riguardava soltanto gli aspetti materiali, ma soprattutto il modo in cui instaurava relazioni, metteva in comune ciò che possedeva e permetteva alle persone care di entrare nella sua casa e nel suo universo. Dietro una personalità così forte e riconoscibile si nascondeva una persona capace di attenzioni profonde e di comportamenti destinati a rimanere nel ricordo».
Tra gli elementi che aiutano maggiormente a comprendere il legame tra Zeffirelli e la Costiera Amalfitana c’è proprio la sua abitazione. Nella tanto amata Villa Treville di Positano, il regista non realizzò soltanto un luogo dove allontanarsi dalla vita professionale. Con il passare del tempo, la villa divenne quasi una sua personale creazione artistica, uno spazio nel quale si intrecciavano il senso della scenografia, la dimensione teatrale, la passione per le tonalità cromatiche, la ricerca della bellezza, il paesaggio mediterraneo e la capacità di dare agli ambienti un’identità narrativa.
I panorami sul mare, gli spazi verdi e le piante della macchia mediterranea, insieme a stoffe, mobili, opere d’arte e oggetti collezionati durante gli anni, contribuirono a costruire un ambiente nel quale risultava quasi impossibile distinguere la dimora dalla scenografia. In questo stile fortemente legato al Mediterraneo trovavano posto anche le ceramiche di Vietri, elemento che ha assunto un valore particolare durante l’appuntamento ospitato proprio a Vietri sul Mare.
A fare da cornice alla rievocazione della figura del Maestro è stato infatti Palazzo Suriano, edificio storico caratterizzato da numerosi elementi in comune con la residenza positanese di Zeffirelli. Si tratta di due luoghi con vicende e caratteristiche differenti, ma entrambi segnati dall’incontro tra costruzione architettonica, espressione artistica, vegetazione e ambiente mediterraneo. Anche Palazzo Suriano guarda verso il mare attraverso terrazze e balconi panoramici, circondati da agrumi e piante tipiche della zona, mentre gli spazi interni conservano pavimentazioni e decorazioni in ceramica vietrese, oltre ad affreschi e mobili d’epoca.
Un singolare collegamento tra Vietri e Positano, tra Palazzo Suriano e Villa Treville: due residenze della Costiera in cui la separazione tra architettura e ambiente naturale appare quasi annullata e il mare non è soltanto uno scenario da ammirare, ma diventa un elemento fondamentale dell’atmosfera e della percezione estetica.
D’altra parte, il rapporto di Zeffirelli con la Costiera era particolarmente profondo. Per il regista non si trattava semplicemente di uno dei territori più suggestivi del Paese, ma di un paesaggio dotato spontaneamente di quella dimensione scenografica che apparteneva al suo immaginario: centri abitati costruiti lungo i pendii, il mare come quinta naturale, terrazze, cupole, colori intensi e vegetazione. È quindi comprensibile la scelta di stabilire proprio qui uno degli spazi più intimi e significativi della sua vita.
Villa Treville, tuttavia, rappresentò anche un importante punto d’incontro culturale. La personalità di Zeffirelli e la vastissima rete di relazioni maturate nel mondo artistico e umano trasformarono progressivamente la residenza in un luogo internazionale di incontro per la cultura e lo spettacolo, frequentato da importanti protagonisti del Novecento.
«A Villa Treville poteva succedere di sedersi a tavola vicino a Maria Callas, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rudolf Nureyev o Liza Minnelli» ha raccontato Gaia Zucchi. «Io ero seduta accanto a loro e ciò che colpiva maggiormente era la straordinaria semplicità con cui tutto si svolgeva in quella casa. Non sembrava di avere davanti figure lontane e irraggiungibili: erano semplicemente amici di Franco, persone che arrivavano, prendevano posto a tavola, conversavano e ridevano. Anche questa era la particolarità di Villa Treville: riusciva a trasformare in qualcosa di normale e familiare un ambiente che, osservato dall’esterno, appariva eccezionale».
Anche il tema dell’accoglienza si collega direttamente alla generosità descritta da Gaia Zucchi. «Per Franco la casa non rappresentava un bene da custodire esclusivamente per sé», ha raccontato l’autrice. «Era uno spazio da abitare insieme agli altri e da mettere a disposizione. Penso che anche questo aspetto dica molto del suo carattere: amava circondarsi di persone, ospitarle e permettere loro di conoscere quel mondo che aveva creato».
Oltre alla straordinaria dimora, alle frequentazioni illustri e alla notorietà raggiunta in tutto il mondo, durante l’incontro di Vietri è emersa soprattutto la figura di Zeffirelli nella sua vita quotidiana. Il racconto di Gaia Zucchi ha contribuito a rendere più breve la distanza tra il Maestro conosciuto e celebrato a livello internazionale e l’uomo della vita di tutti i giorni. Lo stesso titolo del libro, “La vicina di Zeffirelli”, propone infatti un cambio di prospettiva: il celebre regista viene presentato come una persona del vicinato, concreta e vicina, con consuetudini, temperamento e legami affettivi.
La presentazione organizzata a Palazzo Suriano ha restituito quindi una visione di Zeffirelli nella quale dimensione artistica e sfera personale si intrecciano costantemente. La sua abitazione appare come una prosecuzione della sua identità creativa, mentre la bellezza non viene concepita come qualcosa da vivere individualmente, ma come un patrimonio da aprire agli altri e condividere.

