Continuano ad esserci criticità nel trasporto scolastico a Pontecagnano Faiano dove i lavoratori sono ancora senza stipendi. Esplode il caso. Lo riporta Anteprima24.
Secondo il contratto, il pagamento dovrebbe essere effettuato entro il settimo giorno del mese successivo. Tuttavia, i tempi qui continuano ad allungarsi, superando abbondantemente la scadenza. E questa non è una novità: i ritardi sono ormai una prassi consolidata. Ma una prassi accettabile non è, perché mentre le buste paga tardano ad arrivare, la vita non si ferma. Le bollette si accumulano, le spese non attendono, e chi lavora si ritrova a dover rincorrere ciò che dovrebbe essere garantito: il proprio stipendio. Non un gentile concessione, ma un diritto imprescindibile.
Le denunce all'Ispettorato del Lavoro ci sono state, e le criticità sono emerse anche a livello istituzionale. Tuttavia, ciò non sembra sufficiente a risolvere la situazione: i pagamenti continuano a non rispettare i tempi previsti. A riportare l'attenzione sul problema è la Ulssa Salerno, che ribadisce l’urgenza di rispettare le regole e garantire tutele concrete ai lavoratori coinvolti.
“È inaccettabile che nel 2026 si debba ancora combattere per ottenere il pagamento puntuale dello stipendio – ha dichiarato il segretario generale Gennaro Scarano –. Si parla di lavoratori con retribuzioni già di per sé esigue, che non possono permettersi ulteriori ritardi.”
Parole dure che suonano come un'accusa diretta. Qui non si parla solo di lentezza burocratica, ma di responsabilità disattese da chi è chiamato a garantire un servizio e, ancora prima, il rispetto per coloro che ogni giorno lo portano avanti con il proprio lavoro. Gli scuolabus continuano a circolare, gli operatori svolgono il loro compito, ma gli stipendi restano bloccati. E insieme agli stipendi, vengono meno sempre più spesso anche le certezze di chi deve far quadrare i conti a fine mese.
Pontecagnano Faiano, lavoratori del trasporto scolastico ancora senza stipendi
I mesi passano, ma i problemi rimangono invariati. Non si tratta di un semplice ritardo: è ormai diventata una consuetudine. Quando una situazione del genere si ripete sistematicamente, smette di essere un contrattempo tecnico per trasformarsi in una precisa mancanza di responsabilità. A Pontecagnano Faiano, i lavoratori impegnati nel trasporto scolastico non hanno ancora ricevuto lo stipendio di febbraio 2026. Al 18 marzo non vi è alcuna traccia dell'accredito, una lacuna che pesa enormemente, specialmente per chi già si trova a dover gestire salari bassi e margini economici ridotti.Secondo il contratto, il pagamento dovrebbe essere effettuato entro il settimo giorno del mese successivo. Tuttavia, i tempi qui continuano ad allungarsi, superando abbondantemente la scadenza. E questa non è una novità: i ritardi sono ormai una prassi consolidata. Ma una prassi accettabile non è, perché mentre le buste paga tardano ad arrivare, la vita non si ferma. Le bollette si accumulano, le spese non attendono, e chi lavora si ritrova a dover rincorrere ciò che dovrebbe essere garantito: il proprio stipendio. Non un gentile concessione, ma un diritto imprescindibile.
Le denunce all'Ispettorato del Lavoro ci sono state, e le criticità sono emerse anche a livello istituzionale. Tuttavia, ciò non sembra sufficiente a risolvere la situazione: i pagamenti continuano a non rispettare i tempi previsti. A riportare l'attenzione sul problema è la Ulssa Salerno, che ribadisce l’urgenza di rispettare le regole e garantire tutele concrete ai lavoratori coinvolti.
“È inaccettabile che nel 2026 si debba ancora combattere per ottenere il pagamento puntuale dello stipendio – ha dichiarato il segretario generale Gennaro Scarano –. Si parla di lavoratori con retribuzioni già di per sé esigue, che non possono permettersi ulteriori ritardi.”
Parole dure che suonano come un'accusa diretta. Qui non si parla solo di lentezza burocratica, ma di responsabilità disattese da chi è chiamato a garantire un servizio e, ancora prima, il rispetto per coloro che ogni giorno lo portano avanti con il proprio lavoro. Gli scuolabus continuano a circolare, gli operatori svolgono il loro compito, ma gli stipendi restano bloccati. E insieme agli stipendi, vengono meno sempre più spesso anche le certezze di chi deve far quadrare i conti a fine mese.

